Dieci miliardi di euro non si investono per fare bella figura (almeno, il rischio c’era). BMW ha deciso dove vuole stare nel 2030, e lo ha messo per iscritto con la cifra più alta mai stanziata nella storia dell’azienda. La Neue Klasse non è un progetto elettrico nel senso stretto del termine: una parte dei fondi è andata al nuovo sistema di infotainment iDrive, ma la quota maggiore ha finanziato motori, batterie di nuova generazione e il nuovo stabilimento di Debrecen, in Ungheria. Il segnale è così inequivocabile.

L’obiettivo dichiarato è raggiungere la parità di vendite tra vetture a combustione e veicoli elettrici entro il 2030, e vale per l’intero Gruppo, BMW, Mini e Rolls-Royce. Traguardo ambizioso? Certamente. Nel 2021 i veicoli elettrici rappresentavano appena il 4,1% del volume totale. Nel 2025 siamo già al 17,9%, con una crescita costante anno su anno, 9%, 14,7%, 17,4%, che risulta decisamente una traiettoria pianificata e non una coincidenza di mercato.
La iX3 2026 è il primo banco di prova della nuova architettura, e i risultati preliminari sono incoraggianti, oltre 50.000 prenotazioni in sei mesi dall’apertura degli ordini. Non è un numero banale per un crossover di lusso.

A breve seguirà la berlina i3, poi una iX5 entro fine anno e una iX7 prevista per il 2027. Tra i nuovi SUV elettrici entro fine decennio, uno potrebbe essere una iX6. Si vocifera anche di un fuoristrada capace di sfidare la Mercedes Classe G, anch’esso a batterie.
Il capitolo più interessante, però, riguarda il segmento basso della gamma. Fonti vicine a Monaco indicano l’arrivo di una hatchback i1 e una berlina i2 prima del 2030, modelli accessibili, pensati per i volumi, non per le vetrine. Parallelamente, l’infrastruttura per l’assemblaggio di batterie ad alta tensione è in espansione, e anche l’attuale gamma elettrica di Mini è candidata al trattamento Neue Klasse.
