in

FCA: il calo di vendite di Alfa Romeo ha causato la perdita di mille posti di lavoro

Anche l’indotto di Cassino è in crisi

Alfa Romeo stabilimento Cassino dazi

Nonostante le buone notizie arrivate con l’annuncio del “Piano Italia” di Manley arrivato a fine novembre, gli stabilimenti italiani di FCA continuano ad attraversare un periodo di transizione che si riflette, in modo evidente, sulle piccole e medie aziende dell’indotto la cui sopravvivenza dipende proprio dall’andamento della produzione dei vari siti di FCA.

Uno dei casi più lampanti di quanto detto è rappresentato da Cassino dove il calo di vendite dei modelli Alfa Romeo (Giulietta, Giulia e Stelvio) di questi ultimi mesi ha portato al mancato rinnovo contrattuale per oltre 500 interinali ed ha avviato una profonda crisi per l’indotto dove si registra, tra primo e secondo livello, un taglio di circa 400 posti di lavoro.

Le stime sono parziale ed i dati potrebbero peggiorare nei prossimi mesi con FCA che farà nuovamente ricorso alla cassa integrazione per sospendere la produzione nello stabilimento di Cassino al fine di evitare la realizzazione di un numero maggiore di auto rispetto a quelle che saranno le (scarse) richieste del mercato.

Alfa Romeo Stelvio Quadrifoglio debutto Australia

Cassino è solo uno dei tanti stabilimenti FCA in difficoltà in Italia. Al momento, infatti, solo Melfi, con l’avvio imminente della produzione della Jeep Compass ed i buoni dati di vendita di Renegade e 500X, può dormire sogni relativamente tranquilli. A Pomigliano d’Arco e Mirafiori (dove è stata annunciata la cassa integrazione per un anno) ci sarà da attendere prima di poter registrare un vero incremento della produzione. Altri stabilimenti, come Grugliasco e Modena, vedono il loro futuro ancora molto incerto così come lo stabilimento di Pratola Serra dove vengono realizzati motori diesel.

Il piano di FCA per il rilancio della produzione a Cassino

Il piano di rilancio per Cassino e per l’indotto collegato è chiaro e viene solo in parte definito dal “Piano Italia”. Il nuovo piano industriale per gli stabilimenti italiani annunciato da Manley conferma l’avvio della produzione del D-SUV Maserati che dovrebbe essere assemblato sulla stessa linea dello Stelvio a partire dal 2020.

Nel frattempo, FCA giocherà la carta dell’espansione della gamma di Giulia e Stelvio per tentare di risollevare le vendite in Europa e di garantire un’ulteriore spinta per le richieste dei mercati extra-europei, in particolare per quanto riguarda il Nord America.

Come visto la scorsa settimana, FCA avrebbe già in cantiere il nuovo Stelvio ibrido, che dovrebbe essere il primo modello elettrificato della gamma Alfa Romeo, e la nuova Giulia con motore 1.3 turbo da 180 CV, la nuova proposta entry level della gamma della berlina che, grazie al nuovo motore già montato da alcuni modelli FCA, potrebbe tornare a crescere in Europa dopo un 2018 difficile.

Per il momento, invece, non ci sarebbero novità in arrivo per l’Alfa Romeo Giulietta. La segmento C del marchio italiano, come conferma il piano industriale di FCA, resterà in produzione per i prossimi 4/5 anni senza ricevere una nuova generazione. La vettura dovrebbe ricevere un “importante restyling” che avrà il compito di rilanciare le vendite apportando modifiche significative sia alla dotazione che al design.

Fonte

19 Commenti

Lascia il tuo commento, condividi il tuo pensiero
    • Francesco Gold Lst se tolgono L auto privata cosa usiamo ?😂😂 cioè in poche parole la mia giulietta non sarebbe più mia ? Ho una giulietta dell 84 quante cagate che fa lo stato mamma mia sopratutto per il fattore euro 3 a Milano io personalmente non posso permettermi un auto semi nuova per il loro bel muso mi accontento della 147

  1. Togliere la Mito dal listino non proponendola in versione 5 porte (che data la lunghezza di 4.06 m era fattibilissimo) credo che sia stato un errore clamoroso per ritagliarsi una buona fetta di mercato. Sono certo che avrebbe fatto strage di vendite superando l’agguerrita concorrenza di audi e mini.

Lascia un commento