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FCA in BORSA: analisi, notizie, mercati (19-23 novembre)

preoccupazione per il futuro di FCA: produzione in Italia – motori diesel – ritardo sull’elettrico

Fca in Borsa analisi tecnica rubrica

Settimana tendenzialmente al ribasso per il titolo FCA in Borsa, compresso dall’andamento di Wall Street ha faticato a difendere i 14 euro come si evince dal grafico riportato sotto. Dopo aver anche toccato un minimo di 13,82, a fine settimana il titolo è poi riuscito nel finale di seduta a riportarsi sopra i 14 euro chiudendo a 14,09.

Grafico titolo FCA in Borsa (agosto-novembre 2018)

Il destino dell’azione FCA resta appeso come tutto il listino italiano allo scontro tra Governo e Commissione europea sulla procedura d’infrazione per deficit eccessivo, le incognite future restano tante sia per il comparto azionario che obbligazionario, il consiglio che possiamo dare è di seguire con estrema attenzione i prossimi sviluppi a livello politico.

Per il settore automobilistico la notizia della settimana è stata senz’altro quella dell’arresto del Presidente del Gruppo Nissan-Renault, Carlos Ghosn (avvenuto in Giappone), che rischia ora 10 anni di carcere per aver dichiarato compensi inferiori al vero ed aver fatto uso privato di asset aziendali. Il titolo Renault ha perso ben il 10% nei 2 giorni successivi alla notizia.

Abbiamo scritto negli articoli precedenti di quanto gli analisti finanziari siano rialzisti (bullish) sul titolo FCA, ma all’orizzonte cominciano a profilarsi anche dei punti di debolezza per la società che non possiamo ignorare, dato che sarà costretta a dover gestire un periodo storico di forti cambiamenti per il settore automotive.

Primo motivo di preoccupazione è il calo della produzione in Italia

La Fim-Cisl ha infatti stimato una riduzione nel terzo trimestre dell’anno di circa il 3,6% rispetto al 2017, dato che appare in peggioramento se confrontato con il -2,5% rilevato nel primo semestre del 2018. Ecco quindi che dopo 5 anni di crescita ininterrotta della produzione negli stabilimenti italiani, quest’anno avremo una piccola flessione.

Nonostante il Gruppo abbia avviato recentemente le attività propedeutiche alla produzione della Jeep Renegade Plug-in Hybrid Electric Vehicle nello stabilimento di Melfi, il lancio sul mercato è previsto soltanto nella prima parte del 2020, mentre i veicoli pre-serie sono attesi per il 2019. Il rallentamento della produzione di vetture FCA in Italia appare quindi sicuramente un dato negativo per le quotazioni, anche se potrebbe essere già stato incorporato nei prezzi di Borsa. C’è da dire che finora i bassi volumi di produzione sono da imputare più che altro all’andamento del marchio Maserati, sono stati infatti gli stabilimenti di Grugliasco e Mirafiori ad aver annunciato recentemente d’aver fatto ricorso ad alcune giornate di cassa integrazione.

Altro motivo di preoccupazione riguarda i motori diesel

L’andamento delle vendite di auto diesel sta impattando sul sistema produttivo dell’industria automobilistica. Le nuove normative sui test delle emissioni per l’omologazione hanno creato seri problemi di adeguamento dei motori. Più in generale le problematiche ambientali legate agli scarichi (timori di “blocchi” alla circolazione e di forti e rapidi deprezzamenti del valore dell’auto) hanno indotto a il mercato a guardare con meno entusiasmo alle auto diesel. La domanda di mercato è risultata in calo e le case automobilistiche stanno correndo ai ripari.

Lo testimonia efficacemente quel che sta succedendo nello stabilimento FCA di Pratola Serra, in provincia di Avellino, dedicato alla fabbricazione appunto di motori a gasolio. I sindacati hanno reso noto che per il mese di dicembre 2018 i programmi di lavoro prevedono soltanto quattro giornate attive, per il resto ci sarà la chiusura di fine anno e la cassa integrazione. In questa situazione sta crescendo la preoccupazione e le organizzazioni sindacali attendono l’incontro con l’azienda fissato per il 29 novembre per conoscere eventuali piani produttivi alternativi in grado di limitare i danni occupazionali.

La speranza si concentra tutta nell’imminente avvio di produzione dei 3 modelli di cui si parla da mesi (un altro suv Alfa Romeo, la Jeep Compass e un altro suv Maserati, rispettivamente a Mirafiori, Melfi e Pomigliano), ma sono attese notizie riguardo a progetti di riconversione appunto per l’impianto di Pratola Serra (nuove soluzioni motoristiche: ibrido ed elettrico).

Le organizzazioni sindacali non nascondono infine un ultimo motivo di preoccupazione per il Gruppo FCA, ovvero il palese ritardo rispetto agli altri costruttori nel sviluppare questi nuovi settori di business, nei quali la concorrenza ha già investito pesantemente.

Leggi anche le puntate precedenti della rubrica FCA in Borsa: