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FCA in BORSA – settimana 29 ottobre-2 novembre

Titolo FCA molto volatile dopo la trimestrale, dalla vendita di Magneti Marelli dividendo straordinario di 2 miliardi

Fca in Borsa analisi tecnica rubrica

Questa settimana le quotazioni in Borsa del titolo #FCA sono state certamente influenzate dalla pubblicazione dei dati di bilancio relativi al terzo trimestre dell’anno avvenuta martedì e di cui parleremo più ampiamente nella seconda parte dell’articolo.

Come si evince dal grafico il titolo ha beneficiato lunedì del mancato declassamento di rating da parte di Standard & Poor’s e del conseguente rialzo dell’indice italiano di quasi il 2% per poi toccare il giorno seguente, all’uscita dei dati FCA del terzo trimestre dell’anno, un massimo a 14,53 sulla notizia di un dividendo straordinario di ben 2 miliardi dovuto alla cessione di Magneti Marelli. Nel corso della giornata l’azione è però presto tornata in territorio negativo sui livelli pre-risultati probabilmente a causa della guidance deludente sulla generazione di cassa del Gruppo che ha convinto gli investitori ad alleggerirsi (-3,2% il dato di chiusura di martedì).

Grafico titolo FCA in Borsa (agosto-novembre 2018)

Nei giorni seguenti il titolo è andato a toccare anche un minimo a 13,03 euro per poi riportarsi subito nettamente sopra la resistenza già indicata le settimane scorse a 13,40 grazie al nuovo target price di Morgan Stanley a 23 euro.

Venerdì 2 novembre chiusura di settimana a 14,17 e massimo di giornata a 14,49 euro.

L’andamento del titolo sarà sicuramente condizionato la prossima settimana dai numeri in arrivo delle immatricolazioni FCA nel mondo riguardanti il mese di ottobre (ottimo il dato di quelle negli Stati Uniti), che saranno catalogati come sempre dal nostro sito partner carsitaly.net.

 

Gruppo Fiat Chrysler: dati di bilancio del terzo trimestre 2018

Passiamo ora in rassegna i dati principali di bilancio così come rilasciati nell’ultima trimestrale comunicata martedì scorso ai mercati. Il Gruppo FCA ha riportato nel terzo trimestre un EBIT adjusted record a 2,0 miliardi di euro con un margine al 6,9%, inclusa Magneti Marelli. L’area NAFTA (Usa, Canada e Messico) è risultata in progresso del 51% con un margine che ha raggiunto addirittura il 10,2% ed anche l’utile netto adjusted è cresciuto del 51% a 1,4 miliardi di euro.

L’utile netto è invece calato del 38% a 564 milioni di euro a causa di un accantonamento di 0,7 miliardi di euro relativi ad una possibile sanzione riguardo alle problematiche dei motori diesel negli Stati Uniti (il famoso scandalo del dieselgate che finora ha colpito pesantemente Volkswagen)

Le consegne globali complessive di FCA sono state pari a 1.160.000 veicoli nel trimestre, in rialzo del 3% principalmente grazie alla crescita nelle aree NAFTA e LATAM (America Latina), che è stata in parte compensata dalle aree APAC (Asia-Pacifico) ed EMEA (Europa e Medio Oriente). I ricavi netti sono stati pari a 28,8 miliardi di euro, con un aumento del 9% (+11% a parità di cambi di conversione) per la crescita delle consegne e il positivo effetto prezzi e mix di prodotti.

Da ricordare anche che nel trimestre Moody’s ha innalzato da stabile a positivo l’outlook di FCA e confermato il Corporate Family Rating a “Ba2” e che la chiusura dell’operazione Magneti Marelli (6,2 miliardi il prezzo pattuito per la cessione) consentirà il pagamento di un dividendo straordinario di 2 miliardi di euro, in aggiunta alla ripresa della distribuzione di un dividendo annuale ordinario nella primavera del 2019, nella misura del 20% degli utili.

I Target operativi al 2018 sono stati confermati dal ceo Mike Manley (successore di Marchionne) tranne che per la liquidità netta industriale che riflette il riallineamento della produzione alla domanda attesa ed i versamenti discrezionali anticipati effettuati ai piani pensionistici, al netto delle imposte:

TARGET FCA 2018

  • Ricavi netti: 115 – 118 miliardi di euro
  • EBIT adjusted: 7,5 – 8,0 miliardi di euro
  • Utile netto adjusted: ~ 5,0 miliardi di euro
  • Liquidità netta industriale: 1,5-2,0 miliardi di euro, da ~ 3,0 miliardi di euro

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