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FCA in BORSA – settimana 5-9 novembre

Gli analisti restano positivi sul titolo

Fca in Borsa analisi tecnica rubrica

Il titolo FCA ha cominciato la settimana puntando subito al rialzo e raggiungendo giovedì un massimo a 14,83 euro, (spinto dalla promozione di Morgan Stanley che lo vede addirittura poter raggiungere i 23 euro) per poi però ridiscendere subito venerdì 9, trascinato al ribasso dal calo accusato dalla Borsa italiana e dalla fine dell’euforia post-elettorale americana (chiusura a 14,29).

Grafico titolo FCA in Borsa (agosto-novembre 2018)

L’escursione accusata dalle quotazioni di FCA nelle ultime settimane è stata notevole, lo si vede bene nel grafico a barre giornaliere, si è passati da un minimo di quasi 13 euro successivo alla comunicazione dei dati di bilancio del terzo trimestre (mal accolti dal mercato) al massimo già ricordato sopra vicino ai 15 euro, una volatilità sempre molto presente sul titolo che può essere sfruttata nel migliore dei modi dai tanti day trader italiani.

 

Le considerazioni degli analisti dopo i dati FCA del 3° trimestre 2018

Gli analisti di Banca IMI si sono soffermati sull’impatto che avrebbe un possibile rallentamento del mercato automobilistico mondiale sul piano industriale del Gruppo, evidenziando peraltro tra le criticità le difficoltà riscontrate nel mercato cinese (-30% delle vendite ed ebit adjusted negativo in area Apac nel trimestre), il limitato spazio di progresso per i margini in area Nafta dopo aver raggiunto un ottimo +10,2% nel terzo trimestre (a 1,9 miliardi), e i dubbi sull’impatto delle nuove norme anti-emissioni in area Emea.

Riguardo all’eventualità di un accorpamento o fusione con un altro Gruppo automotive gli analisti di Banca IMI hanno manifestato la sensazione che “non ci sia nessuna azione all’orizzonte dal momento che l’amministratore delegato, Michael Manley, ha confermato ancora una volta che la società è in grado di eseguire il suo piano indipendentemente e che non c’è bisogno di una fusione. Pensiamo fermamente che Fca offra un potenziale upside in Borsa, supportato anche dall’annuncio del dividendo extra. D’altra parte, dato l’approccio più cauto per lo scenario di mercato e considerando i numeri inferiori alle attese per l’area Emea, insieme all’area Apac e a Maserati, non escludiamo una revisione al ribasso delle stime del consenso, soprattutto per il 2019″.

Mediobanca più pessimista ha tagliato invece il rating di FCA: “Anche se riteniamo che Fca sia il produttore di automobili con la valutazione più allettante nell’arena, non vediamo alcun fattore catalizzatore nel breve termine per innescare una ripresa dell’azione dopo la recente cessione di Magneti Marelli. L’M&A rimane un trigger per il titolo, ma probabilmente non nel breve termine, per cui abbiamo tagliato il rating sul titolo da outperform a neutral e il target price da 20,1 a 15,1 euro”.

Taglio delle stime nei confronti di FCA anche per Equita, che abbassa il target price a 17,8 euro con rating Hold invariato ricordando che nel terzo trimestre l’intero Ebit adjusted di Fiat Chrysler proviene dal Nafta, mentre sono in perdita Emea (-25 mln) penalizzato dalla procedura WLTP (Worldwide Harmonized Light Vehicle Test Procedure) e Apac (-96 mln) per la Cina debole.

Restano maggiormente ottimisti UBS (Buy con target price a 21 euro), Banca Akros: rating Accumulate con target price a 20 euro e Fidentiis (rating Buy) che così commenta i risultati di bilancio del terzo trimestre 2018: “Tutto sommato, risultati misti, con la sorpresa positiva da parte dell’area Nafta e la sorpresa negativa delle aree Emea e Apac. La revisione al ribasso dell’obiettivo di liquidità netta industriale per fine anno è stata la ragione della reazione negativa del titolo dopo i risultati, tuttavia, ciò non influisce in modo significativo sulla storia azionaria di Fca, perché la generazione di cassa inferiore alle attese è dovuta a costi straordinari. Inoltre, la vendita di crediti nel terzo trimestre è diminuita a 7,9 miliardi dai 9 miliardi del secondo trimestre 2018, escludendo tale effetto il free cash flow industriale del trimestre avrebbe superato 0,9 miliardi, nonostante un impatto negativo stagionale del capitale circolante netto”. 

 

Focus sui mercati FCA nel mondo

Settimana questa densa di dati sulle immatricolazioni FCA relativi al mese di ottobre, che come sempre sono catalogati Paese per Paese dal sito carsitaly.net; passiamo in veloce rassegna i principali mercati per le vendite del Gruppo Fiat Chrysler Automobiles nel mondo:

in ottobre negli Stati Uniti: +16% l’intero Gruppo, con Alfa Romeo a +44%, molto bene anche il responso del Brasile con il marchio Fiat a +30% e Jeep a +24%, positive anche le immatricolazioni in Germania (eccetto Alfa Romeo) e Giappone (con Alfa Romeo in crescita di ben il 116%).

Il Gruppo FCA è risultato in calo invece nel mercato italiano (Fiat –21%, Alfa Romeo -42%, Jeep +7%) e in Francia, Spagna, Regno Unito, Russia, Argentina e Canada. Nei prossimi giorni completeremo il quadro ed avremo anche i dati di vendita dell’intera Europa.