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Marzo drammatico senza incentivi auto

Ormai dal 1° marzo 2022 si attende il famigerato decreto attuativo del decreto Energia per gli incentivi auto

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Della serie la speranza è l’ultima a morire: ormai dal 1° marzo 2022 si attende il famigerato decreto attuativo del decreto Energia per gli incentivi auto. Mentre il mercato annaspava già a gennaio e febbraio, nel terzo mese i consumatori si sono guardati bene dal mettere il naso nelle concessionarie. Ovvio, attendono i bonus auto per comprare con lo sconto. Certo che il Governo Draghi o i vari ministeri che devono decidere, si sono presi tutto il tempo possibile e immaginabile. Non sono bastati addirittura 18 giorni.

Per fortuna, il decreto Energia dice che il decreto attuativo deve arrivare entro 30 giorni. Se il termine fosse più lungo, la politica italiana quanto tempo si sarebbe presa?

Indubbiamente, ci sono guai molto più seri dell’auto: vedi la guerra Russia-Ucraina. E questioni collaterali. A tale proposito, sentiamo Michele Crisci, presidente Unrae (Unione Case estere): pur in presenza della situazione gravissima e delle evidenti priorità che essa pone al Governo italiano e a noi tutti come cittadini, non si può ignorare l’andamento ormai critico del mercato auto.

Nelle ultime settimane, peraltro, l’attesa del varo di nuovi incentivi ha contribuito a deprimere ancora di più la domanda.

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Incentivi auto e guerra: cosa succede

E se non fosse ricomposta al più presto la crisi internazionale? Che si fa? Si paralizza il settore auto? L’auspicio è che Governo possa trovare lo spazio necessario per l’emanazione del decreto attuativo che consenta la più rapida fruizione del fondo, sia pur ridotto a 700 milioni di euro.

Gian Primo Quagliano (Centro Studi Promotor) osserva l’andamento dei cinque maggiori mercati dell’Europa Occidentale: la situazione peggiore oggi è quella dell’Italia che in febbraio accusa un calo sullo stesso mese del 2021 di ben il 22,6%. La ragione principale del pessimo andamento dell’Italia nell’anno in corso è da ricercarsi nel fatto che il mercato nel 2022 si è bloccato perché gli incentivi alla domanda più volte annunciati al momento non sono ancora arrivati e quindi l’attesa delle agevolazioni blocca gli acquisiti.

Occorre che il Governo rompa gli indugi e renda operativi gli incentivi che ha promesso e ripetutamente annunciato. Oltretutto, più gli annunci, meno le vendite. I bonus non si annunciano, si fanno.