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Ferrari 250 GT Berlinetta Tour de France in vendita in California

Mettere in garage una “rossa” come la TdF è il sogno di molti collezionisti d’auto.

Screen shot da video YouTube di Fantasy Junction

Una rara Ferrari 250 GT Berlinetta Tour de France è in vendita ad Emeryville, in California, da Fantasy Junction. Il prezzo richiesto è pari a 4,35 milioni di dollari. Si tratta di un esemplare del 1958, con telaio numero 0899 GT. La miscela fra carriera sportiva, storia e fascino fa della TdF una delle migliori auto costruite a mano della casa di Maranello.

Nel caso specifico abbiamo a che fare con un modello a feritoia singola. Tra i suoi punti di forza, lo straordinario e scrupoloso restauro eseguito da Ferrari Classiche. Primo acquirente fu il pilota e imprenditore tessile Eduardo Lualdi-Gabardi. Con lui al volante, fra l’altro, si classificò terza assoluta alla Coppa InterEuropa di Monza.

Diverse le performance di spessore messe a segno da questa creatura che, negli ultimi quattro anni, è stata esposta in un importante museo automobilistico. Oggi rappresenta una ghiotta tentazione per i collezionisti di tutto il mondo.

Ferrari 250 GT Berlinetta Tour de France: la storia

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Screen shot da video YouTube di Fantasy Junction

Quando si parla di Ferrari 250 GT Berlinetta Tour de France si entra nel cuore del mito del “cavallino rampante”. La fisionomia del modello trae le note di maggiore distinzione – rispetto ad altre “rosse” del tempo – dalla presenza delle pinne posteriori con gruppi ottici integrati. Questi elementi estetici conferiscono una spiccata identità allo specchio di coda, rendendolo inconfondibile.

Il frontale, invece, è molto più simile ad altre proposte della specie, ma è di uno splendore unico. A mio avviso è il maggior punto di forza stilistico della Ferrari 250 GT Berlinetta Tour de France, nei cui lineamenti si coglie la firma di Pininfarina.

La nascita del modello risale al 1956. L’aggiunta, alla sigla ufficiale, del nome della mitica corsa transalpina deriva da un tributo d’affetto degli appassionati che, in questo modo, hanno voluto onorare le imprese vittoriose della vettura in quel contesto agonistico.

La Tour de France (TdF) appartiene alla stirpe delle 250 GT Berlinetta competizione passo lungo (LWB), diventata una delle più gloriose genealogie che la storia dell’automobilismo abbia mai conosciuto. Il compito della spinta è affidato a un motore V12 da 3 litri di cilindrata, in grado di esprimere una potenza massima di 240 cavalli.

Si tratta di un’unità propulsiva figlia dell’intuizione di Gioacchino Colombo, artefice, fra gli altri, del cuore della 125 S, prima opera del marchio creato da Enzo Ferrari. A suo favore giocano il grande vigore energetico, l’affidabilità e le musicalità meccaniche, degne di una grande orchestra. Il cuore dell’auto è “annegato” in un telaio multitubolare in acciaio, che dona sostegno alla splendida carrozzeria in alluminio.

Evoluzione vincente nel motorsport

I primi esemplari della razza sfoggiavano tre prese d’aria a branchia di pesce sui montanti posteriori. Nel corso del tempo, però, l’aspetto esteriore fu leggermente ritoccato, per aderire a specifici bisogni tecnici e funzionali.

Alcuni modelli erano privi di sfiati d’aria, altri si giovavano di un numero alto di feritoie. Questi piccoli restyling rendono ancora più esclusivi i singoli esemplari della famiglia, molto nota agli appassionati. Qui, del resto, stiamo parlando di una delle stirpi più nobili della storia del “cavallino rampante“.

Nata per soddisfare i desideri dei clienti più sportivi del marchio, la Ferrari 250 GT Berlinetta Tour de France ha saputo essere all’altezza delle aspettative. Buona parte del merito del suo spessore dinamico va ascritto al cuore plurifrazionato, ma anche la tenuta di strada era di eccellente livello. Il risultato? Una miscela preziosa, che ha concorso a renderla luminosa sui sentieri agonistici di tutto il mondo.

Rispetto alle progenitrici, la TdF aveva anche una migliore scorrevolezza aerodinamica, con riflessi positivi sul tenore prestazionale. L’azione frenante era affidata a dei tamburi che cercavano, come potevano, di contrastare la foga della vettura.

Condotta da abili gentleman drivers, quest’auto vinse con grande frequenza. La sua carriera sportiva durò molto a lungo nel tempo, fino a lambire i primi anni Sessanta. Dalla sua, la Ferrari 250 GT Berlinetta Tour de France aveva anche una grande versatilità, che la rendeva adatta ai diversi contesti operativi. Questa “rossa” andava bene nelle corse in circuito, in quelle stradali, nelle prove in salita, con l’asfalto liscio, col fondo stradale rugoso. Una bella arma, per tutte le stagioni.

La 250 TdF è un mito nel mito di Maranello

I molti successi messi a segno hanno impreziosito il suo palmares, facendone una “rossa” degna della più luminosa tradizione, che ha concorso a scrivere. Sul fronte estetico, si nota la presenza del lungo cofano motore. Questo domina la vista laterale, esaltando le atletiche proporzioni della slanciata silhouette. La TdF sembra un felino pronto a scattare e, anche da ferma, trasmette uno straordinario dinamismo. Il suo nome di battesimo è 250 GT Berlinetta Competizione.

Tanti i successi raccolti. Il miglior interprete del modello è stato il pilota belga Olivier Gendebien. Lui, con questa vettura, giunse terzo assoluto e primo di classe alla Mille Miglia. Fece suoi, pure, i successi di classe al Tour de France, alla Targa Florio e alla 12 Ore di Reims. In tutte le circostanze, quasi tutti i gradini più alti del podio erano occupati da lei.

Nel 1958, addirittura, alla 12 Ore di Reims, la Ferrari 250 GT Berlinetta Tour de France conquistò i primi cinque posti e…anche le piazze a seguire. Una serie di successi strepitosi che segnarono la storia di questa creatura, entrata prepotentemente nel cuore degli appassionati.

Durante la carriera sportiva qualche intervento fu eseguito sul motore, per regalargli ulteriore tono muscolare. La potenza lievitò a 260 cavalli, con una curva di coppia più corposa a tutti i regimi. Il cuore più performante era ispirato alle specifiche dell’unità Testa Rossa. Alcune modiche estetiche consentivano di identificare la versione aggiornata: la presa d’aria singola sui montanti (come quella dell’esemplare in vendita), le cornici cromate per le coperture in plexiglass dei gruppi ottici anteriori ed altri piccoli dettagli.

Fenomenale l’affidabilità della Ferrari 250 GT Berlinetta Tour de France, che arrivava quasi sempre al traguardo, anche nelle maratone più massacranti. Una gran bella auto, che ha regalato ulteriore luce al mito di Maranello. Oggi è un gioiello molto ricercato dai collezionisti, alcuni dei quali non si preoccupano dei rischi storici ed economici che comporta il portarla ancora in gara.

Fonte | Hemmings via  Fantasy Junction

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