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Ferrari: 3 tuning da far rabbrividire

Non si capisce perché alcuni clienti Ferrari facciano mettere mano alle loro rosse.

Le Ferrari sono in cima ai sogni degli appassionati. Tutti ne vorrebbero una in garage, ma il privilegio è per pochi eletti. Beati loro, che ogni giorno possono scegliere di inebriarsi con le emozioni elargite dalle creature del “cavallino rampante“. Purtroppo qualcuno non resiste alla tentazione di mettere mano a queste opere d’arte, travolgendone l’estetica e, a volte, anche il resto. Interventi eretici, privi di rispetto per la storia del marchio.

Direte che ognuno coi suoi soldi fa quello che gli pare, ma a tutto c’è un limite. Si chiama decenza, ma anche rispetto per l’arte. Questa è un patrimonio universale: chi ne possiede le più nobili espressioni dovrebbe trattarle con il buon senso di un sapiente custode, salvaguardandone l’essenza. Assurdo mettere i baffi alla Gioconda, perché sarebbe un’oltraggio alla bellezza e alla cultura del mondo.

Ad alcuni, però, il mio discorso può sembrare idealistico, presi come sono da un modo meno religioso di affrontare la vita e le sue cose. Questo relativismo non mi piace, specie quando prende piede sulle Ferrari. Avrei sperato che sulle opere del “cavallino rampante” non attecchisse, ma le “rosse” modificate sono troppe per i miei gusti, anche se i numeri, per fortuna, sono limitati in senso assoluto. Ecco alcune delle Ferrari più discutibili degli ultimi anni. Quello che per me è un limite per altri è richiamo ormonale.

Ferrari 512 TR by Liberty Walk

La Ferrari 512 TR col kit widebody di Liberty Walk umilia la bellezze delle forme disegnate da Pininfarina per la supercar di Maranello. Un tuning estremo e altamente discutibile, che fa male al cuore e allo spirito degli appassionati. Il modello si trova nel garage di un giapponese, residente nell’area di Hokkaido. Non ditemi cosa penso di questa creatura: potrei finire in galera per alcune espressioni infelici, ed io amo la libertà. Mi limito a dire che questo kit sembra roba da cartone animato.

Pensando alla purezza espressiva delle linee disegnate da Pietro Camardella per l’erede della Testarossa, mi viene il mal di pancia. L’assetto, in questa particolare 512 TR è stato abbassato, diventando quasi rasoterra. Nessuna modifica nel dimensionamento dei cerchi, ora forgiati, ma sempre da 18 pollici. Per fortuna il cuore non è stato toccato. Qui è rimasto il dodici cilindri a V di 180 gradi della vettura di partenza. Un motore da 5 litri di cilindrata, in grado di sviluppare una potenza massima di 428 cavalli, cifra ben superiore ai 390 cavalli dell’unità propulsiva della Testarossa.

Questo risultato fu ottenuto con modifiche ai pistoni, all’albero motore e ai condotti d’aspirazione e scarico. Sulla Ferrari 512 TR giunse anche un nuovo impianto di iniezione Bosch. Notevoli le prestazioni, con un’accelerazione da 0 a 100 km/h in 4.8 secondi e una velocità massima di 314 km/h. Il tutto condito da un sound meraviglioso. Tornando all’estetica dell’esemplare modificato di cui ci stiamo occupando oggi, si segnala anche la presenza di un baffo anteriore più marcato e di una parte bassa della coda pesantemente modificata. Sulla zona terminale del cofano motore, si nota un vistoso labbro, quasi in stile Lancia 037, che completa il danneggiamento estetico di un capolavoro che non avrebbe meritato un simile trattamento.

Per chi non lo sapesse, la Ferrari 512 TR fece il suo debutto in società al Salone dell’Auto di Los Angeles del 1992. Il modello nacque come evoluzione della Testarossa, rispetto alla quale aveva una presenza scenica più muscolosa, frutto di poche e riuscite modifiche. Intervenire su un capolavoro di quella portata non era facile, ma gli uomini di Pininfarina centrarono in pieno l’obiettivo. Le modifiche riguardarono i paraurti, il cofano motore e i cerchi. Questi interventi, insieme ad altri piccoli dettagli, consegnarono una nuova ed esaltante immagine al modello.

Ferrari 812 Superfast by CB

La Ferrari 812 Superfast con Bodykit SVR Edition di CB cambia aspetto, soprattutto nel frontale. Il kit, infatti, va ad incidere principalmente o comunque in modo più marcato sulla parte anteriore della vettura di Maranello. Ancora una volta il tuning mostra i suoi limiti quando si esercita su una “rossa”. Il risultato, infatti, pure in questo caso produce molta amarezza. Per fortuna chi ha commissionato l’intervento ha preservato il V12 che alimenta le danze della creatura del “cavallino rampante”. Del resto, stiamo parlando di una delle migliori espressioni dell’eccellenza motoristica. Un autentico capolavoro di ingegneria e di meccanica.

Questo cuore da 6.5 litri di cilindrata eroga 800 cavalli di potenza massima a 8500 giri al minuto, con un picco di coppia di 718 Nm a 7000 giri al minuto. Proverbiale la sua grinta, solo in parte testimoniata dallo scatto da 0 a 100 km/h in 2.9 secondi e dalla velocità massima di oltre 340 km/h. Sul circuito di Fiorano, la Ferrari 812 Superfast aggredisce i cordoli con straordinaria efficacia. Le sue performance sul giro sono le stesse della più specialistica 488 Pista.

Anche l’estetica di questa supercar a motore anteriore arretrato è gradevole, ma perde stile nell’allestimento curato dal tuner statunitense, che l’ha modificata come nel video. Il pacchetto esterno è completamente in carbonio. Diverse le appendici aggiunte, alcune delle quali troppo vistose per i miei gusti. Sul fronte cerchi, la scelta è caduta su modelli forgiati Vossen da 20 pollici all’avantreno e da 21 pollici al retrotreno. Cambia il sistema di scarico, rivisto l’assetto. Anche sulla centralina è stato fatto qualche intervento. Pure in questo caso ci si chiede la ragione dell’elaborazione eseguita. Il tuning ha più senso su un’auto meno blasonata, ma sua Ferrari è qualcosa di sacrilego. Chi vuole distinguersi, può puntare sul reparto Tailor Made della casa di Maranello.

Ricordiamo che la Ferrari 812 Superfast è l’attuale regina, fra le auto di serie (quindi non in tiratura limitata), del listino di Maranello, per quanto riguarda le V12. In questo caso il cuore è disposto davanti, secondo la vecchia filosofia del Commendatore, che voleva i buoi davanti al carro. Il modello discende dalla F12berlinetta, rispetto alla quale è meno riuscito sul piano stilistico, ma più efficace sul fronte prestazionale, grazie ai nuovi step tecnologici innestati dagli uomini del “cavallino rampante”. Prima di lei e della sua antesignana, lo stesso posto in catalogo era occupato dalle Maranello, che segnarono un cambio di architettura rispetto alla precedente Testarossa e derivate.

Ferrari 458 Spider by Liberty Walk

Liberty Walk ha messo mano anche sulla Ferrari 458 Spider. L’esemplare appartiene a un tizio con diverse auto sportive in garage, tutte modificate in modo sostanziale. Sulla “rossa” è stato applicato un body kit LB-Walk, che è unico in Europa in questa combinazione. In tutto il mondo si stima che non ci siano più di una manciata di Ferrari con un kit così largo. Particolarmente evidenti sono i passaruota, ma anche le prese d’aria non scherzano.

Tutto è appariscente oltre i confini del buon gusto, che subisce la pugnalata finale col gigantesco alettone posteriore in stile GT3. Ci vuole davvero coraggio ad andare in giro con una Ferrari così trasformata. Se quanto prima descritto non bastasse a far capire il taglio espressivo di questa elaborazione, lontana anni luce dalla classe, a completare il pacchetto ci pensano dei cerchi cromati molto vistosi. Pensando alla purezza estetica della Ferrari 458, qui vengono le lacrime agli occhi dal dispiacere. Fa male che interventi del genere possano prendere forma su una supercar di Maranello.

Nel caso specifico, i ritocchi hanno riguardato anche l’assetto, regolabile dall’interno, per adattarlo alle diverse situazioni operative. Per fortuna non si hanno notizie su operazioni chirurgiche al cuore. Questo lascia presumere che il motore sia stato graziato. Del resto, stiamo parlando di un V8 da 4.5 litri di grandissimo pregio, entrato ormai nella storia, come ultimo aspirato con questo frazionamento nel listino della casa di Maranello. La sua capacità di spingersi agli alti regimi e il suono meccanico che regala all’udito creano dipendenza negli appassionati. A disposizione ci sono 570 cavalli a 9000 giri al minuto che, sulla 458 Spider, si traducono in un’accelerazione da 0 a 100 km/h in 3.5 secondi e una velocità massima di 320 km/h. Dati un po’ inferiori rispetto alla più leggera sorella coupé, ma sempre al top.

Per chi non lo sapesse, la Ferrari 458 Spider prese il posto, in listino, della F430 Spider, rispetto alla quale segnò un progresso tecnologico e prestazionale. Cambiava la capote, non più in tela, per un miglior comfort e una migliore integrazione stilistica con il tettuccio chiuso. Fra i punti di forza del modello, l’energia del suo motore ad alimentazione atmosferica e la purezza inebriante delle sue linee, che miscelano sapientemente la sportività e l’eleganza. Ancora oggi il suo design fa scuola e le più recenti creature del marchio hanno in qualche modo legato la loro immagine a quella della 458. La parentela si nota in modo netto sulle 488 e sulle F8, sue discendenti in linea retta. Tanto di cappello a Pininfarina e al lavoro svolto con questa magnifica e raffinata creatura.

Fonte | Tuning blog

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