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Citroen BX 4 TC Evolution: mito del rally venduto a prezzo monstre

La Citroen BX 4 TC Evolution è stata battuta all’asta ad un prezzo da capogiro: ecco perché è alla stregua di un oggetto di culto.

Ci sono epoche che, neanche a volerlo, ti sarebbe possibile dimenticare. Per un appassionato di rally gli anni Ottanta hanno un posto speciale di diritto nei libri di storia. Fu proprio allora che andò in scena una vettura rivoluzionaria (anche se la fortuna non ebbe un occhio di riguardo, anzi): la Citroen BX 4TC Evolution. Attinta dalla berlina di serie BX, il modello da corsa – iscritto nel gruppo B – che si contraddistingueva per le sospensioni idro-pneumatiche, partecipò ad appena tre appuntamenti del Mondiale 1986. Le ambizioni di conquista andarono poi a sbattere contro la dura realtà, accantonate dai piani alti del costruttore francese. Eppure, rimane un capitolo di notevole interesse per i patiti di motorsport. Sintomatico il fatto che un esemplare sia stato battuto all’asta da Artcurial alla impressionante cifra di 417.200 euro.

Citroen BX 4 TC Evolution: un pezzo di storia che non può essere (quasi) comprato

Citroen BX

Perché spingersi fino a un investimento del genere? Probabilmente la spiegazione è riassumibile in due punti chiave: da una parte le poche unità uscite dalla catena di montaggio di questo gruppo B (inferiori a 20), dall’altra la singolare storia che la accompagna.

Citroen BX

Il progetto della Citroen BX 4TC Evolution affonda le radici verso la metà degli Anni ’80, nel momento in cui i transalpini – con il reparto corse ufficiale direttamente impegnato – stabilirono di fabbricare un mezzo da rally che desse filo da torcere ai top team dell’epoca, vale a dire Peugeot (con la 205 Turbo), Lancia (con la Delta S4) e Audi (con l’Audi quattro). L’impresa era ardua e per compierla Citroen decise di aprire le danze dalla berlina stradale BX, che con sostanziali modifiche, avrebbe dato vita alla macchina iscritta alla competizione iridata.

Citroen BX

Quest’ultima sfoderava un motore anteriore turbo da 2,1 litri, quattro litri, per una potenza di 380 cavalli (a 7 mila giri al minuto) e una coppia motrice massima di 460 Nm. La trasmissione meccanica era a cinque marce e la trazione integrale. Il fiore all’occhiello erano comunque le sospensioni ideo-pneumatiche, le quali, almeno sulla carta, avrebbero consentito al marchio d’oltralpe di ritagliarsi un posto tra i leader della categoria.

 

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