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Nuove Ferrari Icona e Purosangue: fra tradizione e pericolosa eresia

Due “rosse” di prossima uscita: una interpreta la migliore storia Ferrari, l’altra sperimenta strade mai percorse.

Ferrari Icona hypercar retrò nuove foto spia

Si avvicina l’appuntamento con il lancio della nuova Ferrari Icona. Il debutto in società della prossima hypercar del “cavallino rampante” dovrebbe concretizzarsi alle Finali Mondiali Ferrari del Mugello, in programma il prossimo fine settimana. Fra gli appassionati cresce l’attesa per quello che si annuncia come un autentico gioiello, nato per omaggiare al meglio la brillante tradizione del marchio. Qui si va sul sicuro, perché si tratta di un’auto sportiva perfettamente intonata alla corde emotive dei cultori (e custodi) del mito di Maranello.

Il fatto che sia una V12 ad alimentazione atmosferica, ispirata nelle linee e nello spirito alla leggendaria 330 P4, fa pensare ad un prodotto di assoluta eccellenza, capace di ritagliarsi un posto di primo piano nel cuore dei ferraristi più veri e genuini.

Lecito aspettarsi delle forme da manuale, per onorare degnamente la vettura presa a riferimento per trarne alcune note di stile. Il prezioso risultato raggiunto, in chiave modernamente rievocativa, dalle Monza SP1 ed SP2, che hanno aperto la serie Icona, rafforza l’ottimismo. L’impressione è che, fra pochi giorni, vedremo un capolavoro di design, tecnologia ed emozioni. Sarà amore a prima vista, ne sono certo.

Discutibili sperimentazioni genetiche

Molto più controverso il rapporto degli appassionati con la futura Ferrari Purosangue. Molti faticano a digerire questo SUV, magari diverso dagli altri, anche sul piano “architettonico”. Non ci vuole molto a capire la sua natura di corpo estraneo rispetto alla tradizione. Un vera ed autentica eresia, con la quale i custodi del mito non avrebbero mai voluto relazionarsi. Pensare a un “rossa” a ruote alte, lontana dai crismi della sportività vera, fatta di leggerezza, baricentro basso, linee da prototipo o da filante granturismo, è un vero colpo al cuore. Un affronto alla storia.

Abbinare il termine SUV al nome Ferrari è un ossimoro, che la finanza e una clientela nuova ed esotica, spesso priva di conoscenza storica e di amore per qualcosa che vada oltre il parametro della distinzione, stanno purtroppo imponendo come un passaggio naturale e imprescindibile. Ormai, però, il dado è tratto. Speriamo che questo “deragliamento” non diventi una moda ricorrente. A mio avviso, infatti, sarebbe una moda pericolosa, cambiando troppo il baricentro della gamma, che verrebbe così snaturata. Già si parla di altri SUV dopo il Purosangue. E poi? Se il mercato chiedesse un pick-up si farebbe pure quello? Si dice che l’appetito vien mangiando, ma la tradizione è l’identità del brand, quindi un tesoro da preservare. Una stella polare che non bisogna mai perdere di vista.

Un’escursione fuori dal solco si può al limite digerire, anche se con estrema sofferenza, ma la seconda digressione può diventare tossica per lo spirito aziendale e per gli appassionati vecchio stampo: quelli che hanno contribuito a creare il mito Ferrari. Ovviamente è solo il mio parere, condiviso da molti ferraristi classici. Immagino opinioni anche molto discordanti dalla mia. Sarebbe interessante conoscerle. Nell’attesa, ecco due brevi illustrazioni delle prossime hypercar Ferrari Icona e SUV Purosangue.

Ferrari Purosangue: il discutibile SUV

Attesa per il 2022, quando le sue forme saranno svelate agli occhi del pubblico, questa creatura punta a distinguersi dai SUV convenzionali, anche se dall’indole sportiva. Il suo carattere e la sua architettura dovrebbero essere unici. Ecco perché a Maranello si preferisce parlare di FUV: un modo per sottolinearne la specifica identità. Il modello a ruote alte del “cavallino rampante” sarà un punto di riferimento, nel suo ambito, per le doti dinamiche e prestazionali. Noblesse oblige!

Al momento ci sono soltanto ipotesi sulle caratteristiche tecniche del modello. Secondo le prime ricostruzioni, la Ferrari Purosangue, almeno nella fase iniziale, dovrebbe essere spinta da un motore V8 da 3.9 litri, ma il sound dei prototipi sembra più vicino a quello del V6 della 296 GTB o del più prestigioso V12 della 812 Superfast. Quest’ultima è l’architettura più raffinata e classica della casa emiliana, sin dai tempi della 125 S del 1947, prima opera a suo marchio di Enzo Ferrari.

Sull’opportunità di portare in gamma una vettura come la Purosangue abbiamo già diffusamente argomentato in un precedente post. Qui confermo, punto per punto, le riflessioni fatte in quella circostanza. Certo, il mercato cambia e anche altri fanno i SUV. Ma Ferrari è Ferrari e non segue le mode. I marchi leader dettano le tendenze. Capisco che la torta valga un bel po’ di quattrini, ma non si possono seguire tutti i trend redditizi, perché anche la tradizione è un valore, che non va svilito.

Ferrari Icona: la nuova hypercar

Pochi giorni ci separano dal suo sbarco in società. Gli appassionati sono in trepidante attesa, perché si profila un’hypercar da mille e una notte, destinata a una ristretta cerchia di collezionisti, dalle possibilità economiche indubbiamente grandi. Dopo le splendide Monza SP1 ed SP2, ecco una nuova figlia della stirpe Icona, destinata ad interpretare in chiave contemporanea lo spirito immortale della 330 P4, considerata da molti come l’auto da corsa più bella di tutti i tempi.

A quella meravigliosa creatura, come già abbiamo scritto, si era già ispirata la P4/5 del ricco uomo d’affari americano James Glickenhaus, sviluppata da Pininfarina espressamente per lui. Ora è il turno di una nuova “rossa” celebrativa. Non sarà, però, un remake in chiave moderna della Sport degli anni sessanta. Diversi i richiami, facilmente percepibili dagli occhi degli appassionati, ma in una tela grafica moderna, a tratti lanciata verso il futuro. Il suo debutto dovrebbe avvenire al Mugello, nella grande festa Ferrari dei prossimi giorni.

Per testarla, gli uomini del “cavallino rampante” stanno usando dei muletti su base LaFerrari Aperta. Del resto, sarà proprio questo modello a fornire la piattaforma. Come motore, invece, dovrebbe esserci il V12 aspirato da 6.5 litri della 812 Competizione, magari in versione ancora più spinta, con una potenza massima superiore agli 830 cavalli. La scelta giusta per onorare al meglio la tradizione della 330 P4, anche sul piano sonoro. E le melodie, in un’auto del genere, sono una componente importante del pacchetto emotivo. Sulla nuova hypercar Ferrari Purosangue il nesso con la storia del marchio è forte e di matrice davvero nobile. Così mi piacciono le “rosse”.

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