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Ferrari 330 P4: una delle auto da corsa più belle degli anni ’60

Maranello implementò un motore V12 da 4 litri in grado di sviluppare una potenza di 450 CV

Molti di voi sicuramente conosceranno la Ferrari 330 P4. Si tratta di un prototipo da competizione sviluppato dalla casa automobilistica modenese per gareggiare nel Campionato mondiale sportprototipi del 1967. In seguito al predominio della Ford GT40 nella stagione precedente, Ferrari decise di riprogettare la sua P3 dando vita alla 330 P4.

Rispetto al modello precedente, la nuova vettura portava con sé varie modifiche. Una fra tutte è la potenza del motore che passò da 420 a 450 CV. Il debutto ufficiale del prototipo avvenne in occasione della 24 Ore di Daytona, gara che concluse in seconda posizione.

Ferrari 330 P4
Ferrari 330 P4, il suo peso era di soli 792 kg

Ferrari 330 P4: il bellissimo e potente prototipo costruito in soli tre esemplari

Purtroppo alla 24 Ore di Le Mans, la P4 non riuscì a vincere e si piazzò al secondo e terzo posto dietro la GT40. In occasione dell’ultima gara del campionato BOA International 500, gli ingegneri di Maranello decisero di trasformare una delle Ferrari 330 P4, più precisamente quella con telaio n°08158, in una barchetta, rimuovendo il tettuccio per permettere una riduzione del peso di circa 40 kg.

Tale modifica permise al cavallino rampante di conquistare il campionato costruttori, piazzandosi al secondo posto nella gara. In seguito alle modifiche attuate al campionato mondiale, purtroppo la P4 non poté più partecipare. Complessivamente, la casa automobilistica modenese produsse tre esemplari del prototipo.

Ferrari 330 P4

Sotto la carrozzeria del veicolo venne implementato un motore V12 da 4 litri in grado di sviluppare una potenza di 450 CV a 8000 g/min (113,4 CV/litro di potenza specifica e 1,8 kg/CV di rapporto peso/potenza). Accanto al propulsore venne implementato un cambio a 5 rapporti.

La Ferrari 330 P4 a trazione posteriore era in grado di raggiungere una velocità massima di 320 km/h. Il telaio della vettura era realizzato con tubi di acciaio e piastre in alluminio. Tale implementazione venne sviluppata in Formula 1 con l’obiettivo di aumentare la rigidità del veicolo senza compromettere la leggerezza.

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