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Nuova hypercar Ferrari Icona: la seconda ad ispirarsi alla P4

Nobili richiami ad una regina della casa di Maranello, per la nuova sportiva in edizione speciale di casa Ferrari.

Dovrebbe uscire in pubblico in occasione delle Finali Mondiali Ferrari del Mugello, nel weekend del 22 novembre, la nuova hypercar Ferrari della serie Icona, ispirata alla 330 P4. Sarà un’auto in edizione limitata e proseguirà il cammino segnato dalle barchette Monza SP1 e Monza SP2. Per testarla, gli uomini del “cavallino rampante” stanno usando dei muletti su base LaFerrari Aperta. Del resto, sarà proprio questo modello a fornire la piattaforma.

Il motore, invece, sarà quello V12 aspirato da 6.5 litri della 812 Competizione, magari in versione ancora più spinta. I cavalli, quindi, potrebbero andare oltre quota 830. Non poteva essere scelto un cuore migliore per onorare al meglio la tradizione della 330 P4.

Le premesse sono quelle giuste per lasciar ipotizzare l’arrivo di una delle migliori auto sportive di sempre. Del resto, la fonte di ispirazione è il più bel prototipo di tutti i tempi. Prima di scoprire l’altra “rossa” che ad essa si richiama, spendiamo due parole sul capolavoro assoluto del motorsport da cui discenderà anche la nuova hypercar della serie Icona.

Ferrari 330 P4: la musa ispiratrice

Ferrari 330 P4: regina di bellezza nel motorsport…e non solo

Seducente più di ogni altra, questa Sport si aggiudicò il Mondiale Marche del 1967, piegando la resistenza delle agguerrite rivali a stelle e strisce. Il modello nasce su un telaio con struttura in tubi di acciaio ed elementi scatolati, che ospita il leggero involucro in allumino, forgiato da Piero Drogo. Quattro gli esemplari in cui sbocciò la Ferrari 330 P4, uno dei quali in configurazione spider.

La spinta giunge da un motore V12 da 4 litri, con 450 cavalli di potenza a 8000 giri al minuto. Fra i punti di forza, il vigore energetico e la grande affidabilità. Si tratta di un cuore con funzione portante, a tre valvole per cilindro. La sua grinta conferisce prestazioni di notevolissimo spessore alla vettura, il cui peso alla bilancia è di 792 chilogrammi. Con la Ferrari 330 P4, gli uomini del “cavallino rampante” si presero una bella rivincita nei confronti della Ford, che aveva fatto valere la sua legge nel 1966. Il Commendatore saldò i conti.

Di particolare impatto il successo conseguito alla 24 Ore di Daytona. A tagliare per primi la linea d’arrivo furono Bandini e Amon, seguiti da Parkes e Scarfiotti, entrambi sulla freccia scarlatta. Le due Ferrari 330 P4 e una 412 P, giunta terza, attraversarono in formazione il traguardo. La scelta dell’allineamento sulla scacchiera finale, voluta da Franco Lini, si rivelò azzeccata, entrando nella storia. La foto delle “rosse” in parata sono un patrimonio del motorsport e si sono ritagliate uno spazio nella leggenda.

Viene naturale leggere nelle modalità di arrivo un’efficace risposta alla vittoriosa sfilata di 3 Ford MKII alla 24 Ore di Le Mans dell’anno precedente. Grazie alla 330 P4, il titolo costruttori finì per la tredicesima volta nelle mani della Casa di Maranello. Il conto col gigante Ford fu definitivamente chiuso!    

P4/5: la prima “ispirata” alla 330 P4

Linee da sogno per la Ferrari P4/5

La Ferrari P4/5 by Pininfarina è stata l’antesignana delle moderne auto in esemplare unico della casa del “cavallino rampante”. Questa one-off ad alte prestazioni fece il suo sbarco in società al Concorso d’Eleganza di Pebble Beach, nel mese di agosto del 2006. Impossibile non farsi folgorare dalla sua magia. Nata partendo dalla Enzo, ha coronato un grande sogno del collezionista americano James Glickenhaus.

Le sue forme da top model entrano nel cuore dalla porta principale. Sono di una bellezza straordinaria. Bassa e acquattata, con ampio e avvolgente parabrezza, la vettura sfoggia un frontale rastremato e una coda tronca, raccordata all’abitacolo da un lunotto trasparente a goccia. Le ampie prese d’aria sono perfettamente annegate nelle superfici che rivestono con aulica brillantezza il leggero involucro in fibra di carbonio. Si può definire come una delle Ferrari più avvincenti dell’era moderna.

Il rombo del motore proietta i ricordi al memorabile arrivo in parata alla 24 di Daytona del 1967, vinta dall’incantevole 330 P4, da cui trae ispirazione. Impossibile non accorgersene! La spinta fa capo a un motore V12 da 6 litri di cilindrata, con 660 cavalli all’attivo. Si tratta dello stesso cuore della Ferrari Enzo, che qui muove però una massa più contenuta, per un vigore prestazionale ancora più estremo.

Più di 200 i componenti specificamente sviluppati: dai fari allo bi-xeno (con sistema a led gialli e bianchi) ai cerchi in lega di alluminio da 20 pollici fresati dal pieno, fino alle cerniere a vista gustosamente plasmate. Gli interni sono stati definiti in funzione delle misure del cliente. La P4/5 è subito diventata una instant classic. Il facoltoso proprietario ama portarla in giro, consegnando piacevoli ricordi agli appassionati. Una conferma della sua versatilità d’uso, rara da riscontrare in simili capolavori, spesso votati a una destinazione salottiera. Il miglior modo per confermare l’ennesima sfida vinta da Pininfarina.  

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