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Colonnine elettriche in autostrada: polemiche in Parlamento

Patty L’Abbate ha presentato martedì un’interrogazione al Senato sulle colonnine elettriche in autostrada: polemiche in Parlamento

Patty L’Abbate alimenta la polemica sulle colonnine elettriche in autostrada. L’economista e politica italiana, che ricopre l’incarico di capogruppo del Movimento 5 Stelle nella 13ª Commissione permanente del Senato, ha presentato martedì un’interrogazione al Senato. Perché? Cosa sta succedendo?

Partiamo dal Governo Conte. Scrive la legge di Bilancio 2021. Prevedeva l’obbligo per le concessionarie autostradali di installare un numero adeguato di punti di ricarica per i veicoli elettrici  entro il 30 giugno 2021. Se, entro 180 giorni dall’entrata in vigore della legge, le concessionarie non avessero assolto all’obbligo, qualunque operatore avrebbe potuto intervenire. Insomma, il gestore può anche avvalersi di ditte esterne. Che installano le stazioni per fare il pieno di corrente.

Una norma un po’ oscura. A quanto pare, non molti l’hanno capita. I 180 giorni sono passati eccome. E anche il 30 giugno 2021. Pochissime le colonnine in autostrada. Del tutto inadeguata la rete a lanciare l’auto elettrica.

Così, l’ART, Autorità di Regolazione dei Trasporti, il 27 maggio 2021 avoca a sé la competenza di stabilire come debbano essere fatte le gare per l’installazione della infrastruttura. Mentre Enel X (azienda esterna) si propone alle concessionarie per infrastrutturare le aree di servizio in Italia: nulla di fatto, non certo per colpa di Enel X, che di più fare non può.

A quanto si è capito, ci sono da definire i criteri con cui dovranno essere scritti i bandi per l’installazione delle colonnine. Per quando? Sembra per febbraio 2022.

Non molto chiara la posizione del ministero delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili: è fatta salva la facoltà da parte degli operatori esterni di presentare autonome candidature alle società concessionarie, attesa l’estraneità del concedente (il ministero stesso) rispetto all’iter.

Di qui, l’interrogazione. In concreto, il Governo Draghi cosa può fare? In ballo c’è il disegno legge Concorrenza 2021. Chissà, magari serve una normativa meno arzigogolata per l’installazione delle colonnine per la ricarica. Con procedure competitive, trasparenti e non discriminatorie”.

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Colonnine elettriche in autostrada: quante quelle veloci?

Non c’è un censimento preciso. Sembra che siano meno di una dozzina le aree di servizio avrebbero a disposizione punti di ricarica rapida per le auto elettriche. Le Supercharger di Tesla non contano: sono disponibili solo per le auto di Elon Musk. Fanno gola a tutti, questo è un altro discorso. E anche se le Supercharger venissero aperte a tutti, non si sa quante macchine elettriche avrebbero le possibilità di assorbire tutta quella corrente. Per non parlare dei problemi dei cavi corti.

Ottime intanto le stazioni di ricarica da 300 kW di potenza (sono “belve” per il rifornimento) per i veicoli elettrici di Free to X nell’area di servizio di Secchia Ovest (Autostrada del Sole, nella zona di Modena): di Autostrade per l’Italia. E quella nella seconda stazione, situata a nord di Roma, nell’area di Flaminia Est. Lodevole il piano d’installazione di Free to X coinvolge 100 aree di servizio con una distanza media tra un’area di ricarica e l’altra di circa 50 km.

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