in

Vendite auto a ottobre in Italia: crollo del 36%

Ancora più giù le vendite auto a ottobre in Italia: il mercato del nuovo crolla del 36%. E le previsioni sono fosche

vendite auto

Vendite auto in Italia: sprofondo rosso . Nuovo crollo del mercato delle vetture a ottobre, con 101.015 nuove immatricolazioni e una flessione del 35,7% rispetto alle 157.188 del 2020. Così, c’è una perdita di quasi 360.000 vetture nei primi dieci mesi rispetto allo stesso periodo 2019 (con 1.266.629 immatricolazioni, il 22% in meno).

Quali i motivi? La persistente carenza dei componenti elettronici, dice l’Unrae (Case estere), continua a rallentare pesantemente il flusso delle consegne. Quindi, ci sarà una chiusura del 2021 con un volume complessivo non superiore a 1.500.000 unità, pari a 417.000 auto in meno del 2019, un calo del 21,7%.

Vendite auto: servono incentivi strutturali

Peccato. L’efficacia degli incentivi per lo sviluppo delle motorizzazioni a basse, bassissime e zero emissioni è dimostrata dai risultati del mercato: in ottobre una quota del 12% per le auto “alla spina” (BEV elettriche al 7% e PHEV ibride plug-in al 5%). E per le ibride HEV normali il 35,2%, in sensibile crescita sul 31,3% di settembre.

C’è un guaio: questi effetti positivi tenderanno a svanire una volta evasi i contratti acquisiti con incentivo, a causa dell’esaurimento dei fondi. I provvedimenti estemporanei varati a più riprese dal Governo non riescono a incidere con efficacia sulla ripresa del mercato. Lo dimostra il recente stanziamento di 65 milioni di euro a favore delle vetture della fascia di emissioni 0-60 g/Km di CO2 esaurito nell’arco di un giorno.

Sentiamo l’Unrae: “Suscita forte sconcerto l’assenza nella bozza di legge Bilancio di qualsiasi misura per l’automotive. Noi continuiamo a contare sulla manovra finanziaria come strumento idoneo per un intervento strategico di medio periodo secondo le tre direttrici”. Ossia rifinanziamento dell’ecobonus, revisione della fiscalità, sviluppo capillare e sul territorio delle infrastrutture di ricarica, con stazioni ad alta potenza nelle autostrade.

Attenzione: in assenza di interventi, il 2022 chiuderà di poco al di sopra del 2021, con circa 1.600.000 immatricolazioni. Ascoltiamo il grido di dolore di Adolfo De Stefani Cosentino, presidente di Federauto, la Federazione dei concessionari auto: la complessa situazione e la pressione globale sul settore rischiano di compromettere i già delicati equilibri delle reti di vendita che ancora non hanno interamente metabolizzato le pesanti ricadute negative causate dalla pandemia.

Lascia un commento