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Tre miliardi europei per l’idrogeno in Italia: soldi spesi bene?

Il Piano di rilancio prevede un investimento di 221,5 miliardi di euro

Facciamo i conti della serva: 191,5 miliardi coperti con il Recovery Fund e 30,04 con un fondo complementare alimentato con lo scostamento di bilancio. Il Piano di rilancio prevede un investimento di 221,5 miliardi di euro. Soldi che l’Italia non ha: li chiede in prestito all’Unione europea per uscire dalle sabbie mobili dov’è precipitata causa coronavirus. O meglio, il Covid è stata la legnata in più sulla testa di un Paese già provato. Di tutti quei quattrini, 57 miliardi per la transizione ecologica e la rivoluzione verde. Qui, 2,99 miliardi di euro per “promuovere la produzione, la distribuzione e gli usi finali del’idrogeno”. Insomma, 3 miliardi.

  • Abbiamo 300 milioni sono previsti per la produzione in aree industriali dismesse, con elettrolizzatori alimentati da fonti rinnovabili. Due miliardi per l’utilizzo dell’idrogeno in settori industriali “hard to abate”, dove è l’unico strumento per ridurre davvero le emissioni di gas serra (chimica, raffinerie, acciaierie, cementifici, vetrerie, cartiere).
  • Eccoci ai veicoli. Altri 230 milioni sono per impiantare stazioni di ricarica per il trasporto stradale: sono previsti 40 punti, per creare corridoi verdi per i tir all’idrogeno. L’obiettivo è farli arrivare a un 5-7% del trasporto pesante. Trecento milioni sono stanziati per stazioni di ricarica per il trasporto ferroviario, in regioni dove ora sono diffusi i treni diesel (Lombardia, Sicilia, Puglia, Abruzzo). Le stazioni sorgerebbero vicino a centri di produzione e potrebbero servire anche i Tir. 
  • E 160 milioni sono per ricerca e sviluppo.
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Tre miliardi europei per l’idrogeno in Italia: soldi spesi bene?

Chi dice sì, lo fa perché reputa l’idrogeno l’unico strumento valido per ridurre davvero l’inquinamento. Infatti, nel luglio 2020 la Strategia europea sull’idrogeno ha previsto una forte crescita dell’idrogeno verde nel mix energetico, per far fronte alle esigenze di progressiva decarbonizzazione di settori con assenza di soluzioni alternative (o con soluzioni meno competitive). Prevista la creazione di stazioni di rifornimento a base di idrogeno. I distributori saranno adatti per camion e auto, funzionanti anche a pressioni di oltre i 700 bar. Mezzi che possono tranquillamente convivere con auto elettriche e veicoli a batteria.

Chi dice no, lo fa perché considera l’idrogeno costoso da produrre, trasportare e stoccare, svantaggioso sotto il profilo economico. Sostenendo che si debba puntare solo sulle auto elettriche.

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