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Sei milioni di veicoli elettrici per il 2030: Piano di Draghi

Da presentare all’Unione europea per ottenere 200 miliardi di euro

Italia morsicata dal Covid: come rialzarsi economicamente? Servono i 200 miliardi di euro dell’Unione europea. Ma per averli, occorre presentare un Piano nazionale di rilancio e resilienza che convinca l’Ue. Ecco allora il Piano di Draghi, che fra l’altro include sei milioni di veicoli elettrici per il 2030. Parliamo solo di una bozza, però è un bel passo avanti. Segno che Draghi segue la sua linea, senza farsi influenzare da nessuno, neppure da altri esponenti del Governo, neppure dai ministri.

Fino al 2026, stanziamento di 750 milioni di euro per lo sviluppo di infrastrutture per la ricarica dei veicoli elettrici. L’obiettivo è realizzare oltre 21.355 punti pubblici con connettori veloci e ultraveloci. Colonnine vitali, se non l’elettrica va bene solo a chi ha la wallbox, ossia la stazione di ricarica domestica.

Cosa dice il testo provvisorio? Lo sviluppo di mobilità basata su veicoli elettrici rappresenta una rilevante opportunità di decarbonizzazione del settore. Ma a oggi è estremamente limitata ed incide per lo 0,1% sul totale dei veicoli. Per raggiungere gli obiettivi europei in materia di decarbonizzazione, serve un parco circolante di circa sei milioni di veicoli elettrici al 2030. Per i quali si stima siano necessari 31.500 punti di ricarica rapida pubblici. 

sei milioni di veicoli elettrici

Sei milioni di veicoli elettrici: strada lunga

Occorre evolversi e in fretta. Oggi siamo a 32.500 elettriche vendite a marzo. Con un parco circolante sulle 70.000 unità. Ritmo basso e non sufficiente. Bisogna costruire le infrastrutture abilitanti al fine di promuovere lo sviluppo di mobilità sostenibile. E per accelerare la transizione del modello tradizionale di stazioni di rifornimento basate su carburante verso punti di rifornimento per veicoli elettrici.

Sono numeri delle elettriche. Più o meno da raddoppiare con le ibride plug-in. Ma si va fuori strada. Il Piano di Draghi parla di elettriche, non di ricaricabili in generale.

Si mira allora a 7.500 punti di ricarica rapida in autostrada e 13.755 in centri urbani, più 100 stazioni di ricarica sperimentali con tecnologie per lo stoccaggio dell’energia.

Pertanto, una rivoluzione verde e transizione energetica, con una rete infrastrutturale per la mobilità sostenibile.

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