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Lancia Thesis: ammiraglia messa da parte

Vent’anni fa Lancia presentava al Salone di Ginevra la sua ultima vera ammiraglia: la Thesis non viene apprezzata per come meriterebbe

Lancia Thesis

Nel bene e nel male la Lancia Thesis è ed è rimasto l’ultimo tentativo di ridare a Lancia la possibilità di avere a listino una vettura affascinante, ovvero una berlina di grandi dimensioni dall’appeal non indifferente. La Lancia Thesis si propone infatti di rinsaldare l’idea di una berlina di alto segmento dopo il fallimentare esperimento della Lancia Kappa che aveva tentato, senza riuscirci, di far innamorare la clientela che qualche anno prima aveva perso la testa per la Thema.

Lancia Thesis

Bisognerà attendere quindi proprio la Thesis per ritrovare la migliore erede della Thema che fu, o almeno così nell’immaginario collettivo di molti appassionati del marchio pareva d’essere. Ma il successo a volte è difficile da quantificare e molte altre volte è ancora più difficile raggiungerlo: la Lancia Thesis non riuscirà infatti mai a replicare quanto era stato in grado di mettere in pratica l’ammiratissima Thema tra gli Anni Ottanta e Novanta.

In principio fu la Dialogos

Ad anticipare l’arrivo della Lancia Thesis ci penserà il concept Dialogos. È un esempio di stile estremo in grado di coniugare tradizione e modernità del marchio. All’idea di una vettura rivoluzionaria lavora il Centro Stile Lancia affidato allora a Mike Robinson che mette in campo gente come Flavio Manzoni, Marco Tencone e Pietro Camardella per dare vita ad un set di proposte che culmineranno nella proposta finale apparsa al Salone di Torino del 1998.

Lancia Dialogos
Il concept Dialogos dal quale derivava la Lancia Thesis

Il richiamo al passato è evidente, ma la tecnologia adoperata è molto più avanzata di quella a disposizione a quel tempo. L’entusiasmo che riesce a generare la Dialogos è ampio e l’idea che Lancia sia sulla linea del rilancio comincia a farsi largo tra le incertezze. Il primo assaggio vero è proprio è rappresentato dalla Giubileo, ovvero la speciale variante della Dialogos consegnata a Papa Giovanni Paolo II nel 2000: la limousine fornisce le linee e l’idea complessiva della futura Thesis che arriverà da lì a poco.

La scarsa richiesta di berline

Bisognerà infatti attendere solamente il 2001 per apprezzare le linee definitive della nuova Lancia Thesis che viene introdotta al Salone dell’Automobile di Ginevra di quell’anno, mentre per cominciare ad apprezzare gli interni bisognerà attendere novembre del 2001 quando vengono svelati al Salone dell’Automobile di Francoforte.

Lancia Thesis

La nuova Thesis sfoggiava una linea fortemente derivata dalla Dialogos con interni di gran lusso e proposte in optional che nulla avevano da invidiare alle rivali teutoniche. Ma il prezzo di listino forse fin troppo elevato per un marchio che ormai cominciava a misurarsi con una difficile crisi di appeal nel grande pubblico, abbinato ad un design di rottura è forse alla base della sfiducia nei suoi confronti. Questi elementi inoltre andavano ad affiancarsi ad un ormai sempre più diffuso declino delle berline che nel 2002, quando la Thesis giunse nelle concessionarie, stava già colpendo quel segmento specifico.

Lancia Thesis

La Lancia Thesis comincia sin da subito a non essere compresa per tutti i motivi spiegati sopra e dal 2002 al 2009 ne vengono prodotti circa 16mila esemplari (15.941 per la precisione) presso gli stabilimenti Fiat di Rivalta e Mirafiori. In ogni caso le sue ampie proporzioni esterne in accordo con i 489 centimetri di lunghezza, i 180 di larghezza e i 140 di altezza la ponevano in linea con le concorrenti tedesche a marchio Audi, BMW e Mercedes. Tra le innovazioni, per l’epoca, che porta in dote ci sono i particolari fanali a LED posteriori che seguivano la curvatura del terzo volume, ma ci sono anche il freno di stazionamento elettrico, la possibilità di accedere all’abitacolo senza chiave e delle raffinate sospensioni SkyHook a controllo attivo.

Eleganza e interni di gran classe

Se all’esterno l’eleganza della berlina viene raccordata con forme moderne capaci di richiamare il passato, all’interno non mancano soluzioni di pregio come l’Alcantara e la Pelle Frau utilizzata per i rivestimenti. Irrinunciabile anche la presenza della radica che avvolgeva l’abitacolo mentre al centro della plancia trovava posto un grande schermo per il sistema multimediale che poteva prevedere il navigatore satellitare, la televisione e il telefono GSM.

Bellissimo il cruscotto con i quadranti che richiamavano il design già visto molti anni prima sulle grandiose Aurelia e Flaminia. Oltre ai sedili riscaldabili e massaggianti si avevano a disposizione otto airbag, sensori di parcheggio anteriori e posteriori, impianto audio Bose e cruise control adattivo. Il climatizzatore è automatico a due o tre zone con comandi ed elementi diffusori anche per i sedili posteriori: qui si poteva azionare, tramite i comandi del bracciolo presente sul divano, una tendina per il lunotto. Disponibile a pagamento anche il tetto apribile elettricamente dotato di celle solari.

Pianale unico

Le pochissime unità vendute non riescono a ripagare l’investimento di oltre 400 milioni di euro. La Thesis si basava infatti su di un pianale appositamente progettato, un elemento inedito sviluppato per la trazione anteriore e per il posizionamento trasversale del propulsore: il pianale della Thesis non verrà adoperato per altre vetture del gruppo.

Lancia Thesis

Le sospensioni sono su tutte e quattro le ruote indipendenti con sistema MultiLink a cinque bracci in acciaio e barra stabilizzatrice. Il sistema SkyHook della Mannesmann-Sachs permetteva, grazie ad un controllo elettronico dei movimenti di carrozzeria e ruote, di determinare la forza smorzante per regolare gli ammortizzatori in base alla tipologia di fondo stradale attraversato e al carico di bordo.

Lancia Thesis
I particolari fanali posteriori a diodi di LED

L’impianto frenante adoperava freni a disco autoventilanti sia davanti che dietro mentre non mancava chiaramente l’ABS, l’ESP, l’EBD e il TCS: di serie su tutte le versioni così come i fari bi-xenon. In base alle motorizzazioni si poteva avere il cambio manuale a sei marce o l’automatico sequenziale Comfortronic a cinque rapporti con gestione elettronica adattiva. La Lancia Thesis si poteva avere con la sola trazione anteriore e una diversificata gamma di propulsori: 2.0 Turbo Soft 20 Valvole da 185 cavalli, 2.4 20 Valvole da 170 cavalli, 3.0 V6 Alfa Romeo 24 Valvole da 215 cavalli e 3.2 V6 24 Valvole da 230 cavalli tutti a benzina, oppure per quanto riguarda i diesel il 2.4 JTD 10 Valvole da 150 cavalli e il 2.4 MultiJet 20 valvole da 175 e 185 cavalli. La Lancia Thesis esce ufficialmente di scena nel 2009 per lasciare il posto alla nuova Thema su base Chrysler 300C, ma questa è un’altra storia.

 

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