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Unrae chiede al Governo piano decennale incentivi

Per trasformare davvero la mobilità in Italia e far decollare l’elettrico

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Unrae chiede al Governo piano decennale incentivi. Per trasformare davvero la mobilità in Italia. Il punto di partenza dell’Associazione delle Case automobilistiche estere è il PNRR. Ossia il Piano nazionale di ripresa e resilienza: il programma di investimenti che l’Italia deve presentare alla Commissione europea nell’ambito del Next Generation EU, lo strumento per rispondere alla crisi pandemica.

Unrae chiede al Governo piano decennale incentivi: ecco perché

  1. Per l’Unrae, è fondamentale guadagnare un orizzonte molto più lungo di quello attuale.
  2. La fiscalità sulle auto aziendali va allineata a quella di tutti i principali mercati europei.

Sentiamo l’opinione dell’Unrae: se queste misure non dovessero rientrare nel PNRR, dimenticando l’urgenza ambientale creata da un parco circolante fra i più vetusti d’Europa, il Governo dovrà necessariamente trovare altri veicoli normativi. Il rischio se no è restare all’infinito fanalino di coda nella mobilità del futuro.

Oggi invece gli ecoincentivi sono pochi e durano solo qualche mese.

Italia ultima in mobilità pulita fra i big europei

Infatti, l’Italia è in coda ai maggiori mercati in Europa per volumi di auto nuove nel mese di dicembre 2020. E per la quota di auto ricaricabili nel totale annuo, con un 4,3% contro il 13,6% della Germania, l’11,2% della Francia e il 10,7% della Gran Bretagna. Persino la Spagna fa leggermente meglio, con il 4,8%.

Perché? Questo gap è dovuto all’analogo grave ritardo nello sviluppo delle infrastrutture di ricarica: le risorse disponibili nell’ambito della seconda “missione” del cosiddetto Recovery Fund, vanno indirizzate verso questi investimenti, sia in area privata che pubblica, su tutta la rete viaria urbana, extraurbana e autostradale. Obiettivo: raggiungere una capillarità dei punti di ricarica al livello dei Paesi più maturi, chiosa l’Unrae. Solo così ci sarà il decollo della mobilità elettrica.

La palla adesso passa al Governo Conte II Movimento Cinque Stelle-Partito democratico. Che deve confrontarsi con una miriade di microfazioni alla Camera e al Senato, anche nelle singole commissioni, per stare in piedi. Situazione più unica che rara in Europa. La stessa Europa che dovrebbe darci i soldi per il nostro futuro.

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