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Mercato auto Cina con previsioni boom per il 2021

Straordinaria crescita nel Paese del Grande Dragone

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Mercato auto Cina con previsioni boom per il 2021. Si stima una straordinaria crescita nel Paese del Grande Dragone: lo dice la China Association of Automobile Manufacturer. Entrando nello specifico, nel 2021, il mercato cinese crescerà del 4% e supererà la soglia dei 26 milioni dei veicoli immatricolati. In quanto agli elettrificati, le vendite di nuovi veicoli, inclusi ibridi plug-in e a idrogeno, saliranno del 40% a 1,8 milioni.

Mercato auto Cina con previsioni boom per il 2021: pessimo 2020

Ovviamente, per la pandemia, il volume dell’intero 2020 è diminuito per il terzo anno consecutivo, scendendo dell’1,9% a 25,31 milioni. D’altronde, dice l’Anfia, le perdite di produzione in tutta l’Ue dovute al Covid sono state di 4.024.036 autoveicoli leggeri fino a 6 tonnellate dal 1° gennaio al 30 settembre 2020. Si tratta del 22,3% della produzione totale dell’Ue nel 2019. Queste perdite sono il risultato delle chiusure degli stabilimenti (durante i mesi di “blocco” di marzo, aprile e maggio). Inoltre, la capacità di produzione non è ancora tornata ai livelli pre-crisi.

Nello stesso periodo la riduzione dei volumi produttivi degli autoveicoli (incluso trucks e bus) in Usa è di 3.487.725 unità (-27%) e in Cina è di 1.212.000 (-6,6%). Nel 2020 la produzione mondiale di autoveicoli è attorno a 77 milioni di unità, -17% sul 2019, pari a 15 milioni di autoveicoli in meno, ma con l’acuirsi della pandemia nel 4° trimestre, si profilano rischi al ribasso.

Colosso cinese nel mondo auto: che numeri

Ma nel 2019 il 53% degli autoveicoli era prodotto in Asia-Oceania, il 24% in Europa, il 18% in Nord America, il 5% nel resto del mondo. La Cina era il primo Paese

produttore del mondo (con il 28% della produzione mondiale), seguita da Usa (12%), Giappone (10%) e Germania (6%). La Cina vale il 28% delle vendite globale di autoveicoli, seguita da Nord America con il 23%, UE28/EFTA con il 20%, Giappone con il 6% e India con il 4%. Il resto del mondo vale il 16% della domanda globale.

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