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I pericoli della Brexit per la filiera auto

Non esistono solo i dazi doganali

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I pericoli della Brexit per la filiera auto. Per mesi, ci si è concentrati solo sui dazi doganali: le tasse da pagare in entrata verso la UK. E le varie possibili barriere economiche, a livello fiscale, fra Gran Bretagna e Unione europea. In realtà, ci sono anche altri rischi.

I pericoli della Brexit per la filiera auto: quali numeri

L’accordo commerciale sulla Brexit firmato il 30 dicembre 2020, secondo il periodico specializzato francese L’Usine Nouvelle, la prende alla larga. Nessun altro settore è così strettamente integrato come l’industria automobilistica europea, con complesse catene di fornitura che si estendono in tutta la regione: lo dice Eric-Mark Huitema, direttore generale dell’Associazione Costruttori Europei Automobili (ACEA).

Il Regno Unito prende dall’Europa continentale il 60% dei componenti necessari alla fabbricazione dei suoi veicoli. Ed esporta per una quota che arriva all’80% nella stessa Unione europea.

Coinvolta, ovviamente, anche la futura Stellantis. Le Case francesi hanno siti di produzione in Gran Bretagna, attraverso la fabbrica Nissan per il Gruppo Renault e quella di Vauxhall (ex Opel) per PSA. Più i produttori di componestica francese come Valeo e Plastic Omnium.

Huitema mette in guardia. Sì, zero dazi. Ma il commercio sarà soggetto a controlli, la cui entità e complessità devono ancora essere valutate. Si pensi alla valanga di TIR che attraversano i confini per fornire al Regno Unito componenti automobilistici europei.

La Brexit e la regola d’origine

Non si dimentichi la regola d’origine: per esonerare dai dazi doganali un’azienda partner, la percentuale del valore prodotto localmente da un Paese deve essere del 55%. Ecco la sfida per gli inglesi, i cui tre quarti dei pezzi di ricambio provengono dall’Unione Europea e dalla Turchia. Ascoltiamo Elvire Fabry, ricercatrice senior responsabile della politica commerciale e della Brexit all’Istituto Jacques Delors: non beneficeranno più del cumulo dell’origine tollerato all’interno dell’Ue, consentendo a uno Stato membro di accumulare produzioni diverse in diversi Paesi europei.

Un Produttore che non rispetti la regola dell’origine potrebbe vedere le sue auto tassate al 10% e le parti di ricambio al 5%.

Non ultimo, la questione dei tre Produttori principali in UK: Toyota, Nissan e Honda. In UK hanno fermato tutto: idee, progetti di sviluppo. Si tratta di un rapporto col territorio da ricucire. Tenendo ben presente che le endotermiche saranno vietate dal 2030 per volere di Boris Johnson, l’uomo del Brexit.

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