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Uber vuole papparsi il car sharing?

L’auto condivisa di BMW e Daimler potrebbe passare sotto il colosso americano

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Uber è, fra le tante cose, il taxi alternativo. Ma ora Uber vuole papparsi il car sharing? La news rimbalza online. Infatti, l’auto condivisa di BMW e Daimler potrebbe passare sotto il colosso americano. Per una enormemente buona ragione: un miliardo di euro. Lo dice la rivista tedesca Manager Magazin.

Uber vuole papparsi il car sharing? Share Now

Parliamo dei servizi di mobilità condivisa gestiti da BMW e Daimler: Free Now (ride hailing, taxi privati) e Share Now (car sharing, ex Car2Go e DriveNow). Che potrebbero avere a breve nuovi investitori o essere ceduti al 100%.

Sentiamo l’amministratore delegato del gruppo di Monaco di Baviera, Oliver Zipse: si stanno valutando diverse opzioni per il futuro della joint venture, tra cui l’introduzione di nuovi partner o anche una vendita della stessa quota. Questa decisione non esclude il futuro del marchio nel settore del mobility sharing.

In questo modo, il celebre car sharing delle smart bianche che sbarcò in Italia nel 2013, il primo servizio di auto condivisa, dopo tanti anni di onorato servizio finirebbe sotto Uber. Assieme a un’altra miriade di servizi gestiti ora da BMW e Daimler.

Uber iper attiva in fatto di mobilità

Così, Uber si dimostra sempre attivissima nel campo della mobilità. Va detto che è pirotecnica. In particolare, visto che on il nuovo Dpcm del Governo il riempimento dei mezzi di trasporto pubblico è consentito solo fino al 50%, per offrire un supporto a coloro che necessitano di spostarsi all’interno delle città di Milano e Roma per esigenze lavorative o situazioni di urgenza, Uber ha lanciato il nuovo servizio Uber Office. Che permette agli utenti di muoversi a prezzi vantaggiosi e in totale sicurezza.

Tra i vantaggi disponibili per chi prenota una corsa con Uber: conosci in anticipo il prezzo della corsa, pagamento automatico con carta di credito tramite l’app Uber, condivisione in real-time del percorso con i propri contatti, informazioni sull’autista, autisti professionisti, funzionalità di sicurezza con chiamata anonima e accesso ai servizi di emergenza. O almeno così Uber garantisce. Con continue campagne di marketing, molto aggressive.

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