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Niente auto per portare gli studenti a scuola? Metà a casa

Distanziamento di un metro sui mezzi pubblici imposto dal Comitato tecnico scientifico: caos

auto mascherina

Niente auto per portare gli studenti a scuola? Panico. Vi spieghiamo che diavolo accade. Le scuole stan per riaprire. C’è il distanziamento di un metro sui mezzi pubblici imposto dal Comitato tecnico scientifico (Cts). Le Regioni dicono al Governo: le città esplodono. Un esercito di studenti distanziati sui mezzi pubblici, per non beccare il Covid. Ma come si fa? Impossibile. Un marea di studenti non possono salire sui pericolosi treni, tram, metro, bus non c’è spazio. Dove li infili tutti i ragazzi nella metro stracolma? Metà studenti costretti a tornare a casa.

Niente auto per portare gli studenti a scuola: che confusione

La non concessione di una deroga da parte del Comitato tecnico scientifico, ribadita lunedì a palazzo Chigi, sul distanziamento di un metro tra passeggeri, manda in tilt il sistema. Tutto questo porterebbe il trasporto pubblico urbano ed extraurbano a viaggiare al 50-60% della capienza. Rimarrebbe a piedi la metà degli alunni. E la soluzione non sarebbe solo quella di avere più risorse, ma di trovare mezzi aggiuntivi sul mercato.

La soluzione ci sarebbe: tutti in auto

La soluzione per un Paese moderno, con una politica come quella dei Paesi frugali del Nord Europa, c’è. Il car pooling, con studenti negativi al Covid e un genitore o un guidatore negativo al Covid. Un trasporto sicuro. Un car sharing anche a pagamento, così il proprietario della vettura ci guadagna: paghi meno l’auto dei mezzi pubblici così sporchi e pericolosi, dove il Covid sguazza

Il presidente dell’Associazione nazionale dei Comuni italiani (Anci) Antonio Decaro è pronto a chiedere 200 milioni per gli scuolabus comunali. Ma perché scuolabus? Ci sono le auto. Basterebbe eliminare le limitazioni: niente Ztl per le auto, niente strani pedaggi o vincoli.

Otto mesi di pandemia per non organizzarsi

La pandemia c’è da otto mesi. Possibile che la politica, né a livello centrale né a livello locale, abbia pensato all’unica vera soluzione? L’auto. Se no, con metà ragazzi a casa, tanto vale fare la scuola a distanza. Prima li fai uscire, poi li fai tornare a casa, quindi i genitori neppure sanno dove questi poveri ragazzi vagano. Assurdo.

Non è una questione di schieramenti politici. Al Governo c’è la sinistra, il Pd. La Toscana di sinistra (Regione Toscana, Anci Toscana ed Upi Toscana) per esempio, scrivo al Governo che le nuove regole previste dal DPCM in tema di distanziamento anche a bordo dei mezzi di trasporto pubblico rende assolutamente non sostenibile la prevedibile domanda da parte degli studenti, se non sarà  modificato il modello organizzativo degli istituti scolastici, soprattutto in riferimento agli orari di afflusso alle scuole.

E attenzione: bisogna tenere i ragazzi distanziati. Fra loro e dagli altri passeggeri: il Covid è lì che aspetta i nostri errori.

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