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Vendite di auto a giugno in Italia: -23,1%

La filiera dell’auto contro il Governo per l’assenza di nuovi incentivi

mercato auto

I dati del ministero dei Trasporti sono drammatici: a giugno calano a 132.457 unità le registrazioni di auto, con una perdita di circa 40.000 unità. Il crollo è del 23,1%. È la pandemia di coronavirus ad aver portato a questi numeri tremendi. Le vendite di auto a giugno in Italia sono la conseguenza di tanta paura nei consumatori, e del fatto che mancano incentivi nuovi.

Vendite di auto a giugno in Italia: servirebbero ecobonus freschi

Attenzione al confronto. Negli altri Paesi europei (Germania, Francia, Spagna) i rispettivi Governi sono reattivi e moderni, pensano al futuro, tutelano l’automotive, il lavoro, i livelli occupazionali, l’indotto. Introducendo incentivi equilibrati e mirati. Da noi invece si danno i soldi a chi compra monopattini cinesi. L’Unrae (Case estere) parla di assordante silenzio del Governo italiano. Intanto, a giugno il mercato francese è tornato in positivo. I bonus servono eccome.

Parco auto da rinnovare

Oltretutto, il parco auto italiano è vetusto: pericoloso sia per l’ambiente sia per la sicurezza dei cittadini. Più auto vecchi, più smog, più incidenti: un circolo vizioso da fermare con incentivi intelligenti da parte di un Esecutivo illuminato. Serve anche l’allineamento del regime fiscale sulle auto aziendali a quello degli altri Paesi europei: non è possibile essere eternamente indietro. Necessaria poi l’erogazione alle imprese della filiera distributiva auto delle risorse messe a disposizione dal decreto Liquidità.

Il Governo italiano si dà la zappa sui piedi

Le vendite di auto a giugno in Italia dicono anche un’altra cosa: con gli incentivi, ci sarebbero entrate da IVA per circa 3 miliardi di euro. Soldi freschi che servono come l’ossigeno. E allora, perché insistere sui monopattini elettrici, che non portano nulla, e trascurare l’auto? Un bel mistero. Oltretutto, sino a qualche mese fa c’era il noleggio a tenere in piedi la baracca: le società di noleggio compravano auto da dare ai turisti per il breve termine e alle aziende per il lungo termine. Adesso, il turismo va ko, e le aziende rimandano il rinnovo della flotta, quindi le compagnie di noleggio non fanno shopping. Visto che i privati sono in crisi nera, il mercato va a picco.

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