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Alfa Romeo B-SUV: si allungano i tempi per la realizzazione del progetto

Il lancio entro il 2022 è sempre più improbabile

Alfa Romeo B-Suv

Il piano industriale di Alfa Romeo, presentato lo scorso mese di ottobre, prevede per il marchio italiano una gamma costituita da quattro modelli. Oltre a Giulia e Stelvio, in attesa di un restyling di metà carriera che, come vi abbiamo riportato, è misteriosamente scomparso dal “Piano Italia”, ci sono anche altri due SUV.

La casa italiana, infatti, porterà sul mercato il nuovo Alfa Romeo Tonale, i cui lavori di pre-produzione sarebbero finalmente iniziati a Pomigliano d’Arco, ed un inedito è misterioso Alfa Romeo B-SUV, nuovo modello entry level che dovrebbe essere realizzato come parte di una famiglia di Urban SUV composta da modelli analoghi a marchio Jeep (nuovo entry level da posizionare sotto la Renegade di nuova generazione), Fiat (nuovo modello della gamma 500) e Lancia (possibile erede della Ypsilon).

Le prime indiscrezioni sul nuovo Alfa Romeo B-SUV (e sugli altri Urban SUV dei marchi di FCA) anticipano il possibile utilizzo della piattaforma CMP del gruppo PSA con lo sviluppo che inizierebbe solo dopo la conclusione della fusione con FCA. L’idea di utilizzare la piattaforma di PSA sarebbe confermata dalla presenza, confermata dal piano industriale, di una versione a zero emissioni dell’Alfa Romeo B-SUV che, invece, non verrà realizzato in versione ibrida plug-in come avviene con i modelli di PSA che utilizzano questa piattaforma

La situazione è, quindi, abbastanza complicata e le informazioni ufficiali sulla questione sono limitatissime, tanto che nessun esponente di Alfa Romeo ha mai fatto riferimento esplicito al B-SUV dopo che il progetto è stato confermato dal piano industriale. Secondo il magazine francese L’Argus, che ha pubblicato in queste ore un articolo dedicato alla questione, lo sviluppo di B-SUV dei marchi FCA su base PSA appare improbabile. 

Il magazine sostiene che ci sarebbero problemi di tempistiche in quanto la fusione tra FCA e PSA si concluderà non prima del primo trimestre del 2021. Successivamente, sarà necessario avviare lo sviluppo dei progetti praticamente da zero. L’Argus cita l’esempio di Opel che ha avuto bisogno di 18 mesi per sviluppare la nuova generazione dell’Opel Corsa partendo dalla piattaforma CMP e realizzando il progetto sulla linea di produzione già da tempo in preparazione della nuova Peugeot 208.

In questo caso, il nuovo gruppo dovrebbe sviluppare una nuova generazione di B-SUV, tra cui l’entry level di Alfa Romeo, ed avviare i lavori di pre-produzione in uno degli stabilimenti italiani dove dovrà essere dismessa una delle linee di produzione meno recenti.

I ritardi non sono un problema per FCA

L’analisi del magazine francese è interessante per quanto riguarda le tempistiche. I tempi lunghi però non spaventano di certo FCA che già nel recente passato ha dimostrato di non avere particolare fretta nel lanciare nuovi modelli (il caso dell’Alfa Romeo Tonale è un esempio calzante). In sostanza, al momento, non ci sono indicazioni reali che smentiscono lo sviluppo dei nuovi B-SUV di Alfa Romeo, Jeep, Fiat e (forse) Lancia) su base PSA.

All’orizzonte, infatti, c’è, molto probabilmente, un nuovo allungamento dei tempi di completamento dei progetti annunciati ed un mancato rispetto delle scadenze. Le nuove linee produttive dei B-SUV dei marchi di FCA potrebbero, infatti, essere attive nel 2023-2024, con un ritardo di almeno un anno rispetto alle tempistiche annunciate in precedenza.

Bisogna ricordare che, al momento, FCA non ha piattaforme di nuova generazione in grado di ospitare la produzione di una nuova generazione di B-SUV che, potenzialmente, dovrebbero essere realizzati con elevati volumi produttivi. Il nuovo Alfa Romeo B-SUV, sulla carta, dovrebbe essere il modello in grado, quasi da solo, di rilanciare il marchio italiano per quanto riguarda le vendite in Europa.

L’anno prossimo, FCA presenterà il nuovo Alfa Romeo Tonale sfruttando una piattaforma, quella della Compass, che di certo non rappresenta una soluzione tecnologicamente recente. L’azienda ha già presentato la Fiat 500 Elettrica, un modello che utilizza una nuova piattaforma, specifica per vetture elettriche compatte (come la versione di serie della Centoventi).

Il “Piano Italia” si ferma al 2022

Le uniche assicurazioni sul futuro di FCA sono rappresentate dai progetti (in gran parte già avviati) inclusi nel “Piano Italia”, il piano industriale per gli stabilimenti italiani che si ferma al 2022. Tutto quello che succederà successivamente è ancora da definire e, molto probabilmente, è legato all’evoluzione del mercato delle quattro ruote nel corso dei prossimi mesi e alle tempistiche di chiusura dell’operazione di fusione tra FCA e PSA.

Per maggiori dettagli in merito al progetto del futuro Alfa Romeo B-SUV sarà, quindi, necessario attendere ancora un po’ di tempo. Continuate a seguirci per saperne di più.