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Mercato auto Europa: gennaio 2020 flop, ma vetture verdi boom

Inizia malissimo l’anno, anche se le vetture ecologiche schizzano all’insù

Immatricolazioni Vetture Elettriche in Europa a Gennaio

Gennaio 2020 pessimo per il mercato auto Europa, con un -7,4% rispetto a gennaio 2019. Che, attenzione, non era andato bene: era a sua volta calato di quasi il 5% rispetto a 12 mesi prima. Quindi non ci sono giustificazioni per un inizio anno così brutto. Vediamo questi numeri neri: 1.135.116 unità, rispetto alle 1.226.202 dello stesso mese del 2019.

Come fa notare l’Unrae (Unione Case estere) i 5 big del mercato flettono. Si va dal -5,9% dell’Italia (sorretta dal noleggio) al -13% della Francia. Tra questi due estremi sono la Germania (-7,3%), il Regno Unito (-7,3%) e la Spagna (-7,6%): qui le famiglie non comprano, probabilmente spaventati dalle conseguenze del coronavirus e dall’incertezza economica. In generale, incide anche la Brexit: l’uscita del Regno Unito dall’Unione europea, che ancora non si capisce bene quali ricadute avrà.

Elettriche e ibride plug-in nel mercato auto Europa

Occhio però: comune a tutti i Major Markets è l’aumento a tripla cifra delle immatricolazioni di vetture elettriche pure e plug-in (le ibride ricaricabili). Che qualcuno definisce le vere ibride. E l’Italia come va da questo punto di vista? Dice Andrea Cardinali, direttore generale Unrae, che il nostro Paese soffre un ritardo molto penalizzante. A fine 2019 era in posizione numero 19 nel ranking europeo in base al numero di punti di ricarica di veicoli elettrici per 100 chilometri. Solo 0,9 contro 3,4 nella media europea. Coi picchi di 36 nei Paesi Bassi, 14,5 in Norvegia, 6,6 nel Regno Unito e 6,3 in Germania. Pesa poi la mancanza di punti di ricarica sulla rete autostradale, che rischia di confinare la mobilità elettrica in ambito esclusivamente urbano. Morale: lo 0,9% di fetta mercato va a elettriche e ibride plug-in, contro il 3% della media europea nel 2019.

Elettrificate: confronto Italia-resto d’Europa

Parliamo di elettrificate (elettriche e plug-in). Per Cardinali, il guizzo di gennaio in Italia (2,1% la quota di elettriche pure e ibride plug-in) accompagnato dal quasi raddoppio delle immatricolazioni in Italia di  ibride pure, giunte al 9,2% di quota, va confrontato con il dato, molto più alto, degli altri Major Markets: Germania 6,5%, Regno Unito 5,9%, Francia 11%, Spagna 3,6%. In Italia, come si esce da questa situazione? Gli incentivi attuali del Governo sono poca cosa. L’Unrae ritiene urgente l’adozione di politiche integrate a supporto dello sviluppo massivo di infrastrutture di ricarica per i motori elettrici. E per altre tecnologie come l’idrogeno. C’è del tavolo sulle infrastrutture presso il ministero dello Sviluppo economico: non resta che attendere.

Vendite auto: a gennaio 2020, pagato lo sforzo di dicembre 2019

Come fa notare Gian Primo Quagliano, Presidente del Centro Studi Promotor, va segnalato che in gennaio 2020 si pagano le conseguenze della forzatura fatta sulle immatricolazioni in dicembre 2019: per smaltire scorte di vetture che non sarebbe più stato possibile vendere nel 2020 a causa del nuovo giro di vite sui livelli di emissioni. Ma pesa ancora sul mercato la demonizzazione del diesel: sta determinando un crescente interesse per le alimentazioni alternative a cui non corrisponde un’offerta di vetture elettriche pienamente coerente con la capacità di spesa della massa. Traduciamo: il cittadino ha i soldi per una diesel, che però non compra per paura dei blocchi del traffico. Vorrebbe comprare un’elettrica, che tuttavia costa troppo. Morale: il mercato cala.

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