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Ibride ed elettriche boom in Italia

A gennaio 2020, va forte l’auto a batteria. Quella con doppio motore o a sola propulsione elettrica

In un mercato auto italiano depresso (-5,9%  gennaio 2020 su gennaio 2019, spiccano le vetture a batteria: ibride ed elettriche boom in Italia. Secondo Dataforce, le misure di restrizione della circolazione delle auto ad alimentazione tradizionale, hanno contribuito a modificare molto gli orientamenti delle scelte nei nuovi acquisti. In particolare quelle che negli ultimi giorni hanno colpito le auto a gasolio.

I numeri delle nuove immatricolazioni

A gennaio 2020, le immatricolazioni di auto elettriche sono quasi quadruplicate, mentre quelle delle ibride raddoppiate. Sono state infatti targate 1.994 auto a batteria (+375%) e 15.903 a doppio motore (+85%). E le altre?

  • Raddoppiate anche le auto alimentate a metano, mentre quelle a gpl hanno perso il 22% delle immatricolazioni.
  • Debacle per le diesel: -21,38%, pari a circa 17.000 unità in meno.
  • Anche le benzina hanno perso terreno: -3,32% (sono 2.500 targhe in meno).

Questione emissioni: quanto incide sul mercato

Per Dataforce, è evidente la concentrazione del mercato su vetture a minor impatto ambientale. Vediamole per classi.

  1. Nella prima classe di emissione, quella agevolata dagli incentivi (CO2 inferiore a 70 g/km), a gennaio le immatricolazioni sono cresciute del 369%.
  2. Classe di emissione intermedia: ossia quella non influenzata dagli incentivi né penalizzata dall’eco-malus. Vendite hanno cominciato a scendere (-4,59%).
  3. Categoria superiore ai 160 g/km di CO2: l’effetto del malus all’atto dell’immatricolazione si è fatto sentire. È stato targato un numero di veicoli nettamente inferiore (-37,23%, pari a 6.000 unità in meno).

Che cosa manca per la rivoluzione dell’elettrico

Ovviamente, per una crescita più forte delle elettriche, mancano almeno 3 fattori, facciamo notare:

  1. incentivi statali per comprare auto e wallbox,
  2. bonus locali,
  3. colonnine di ricarica veloce su tutto il territorio nazionale.

Se e quando l’Italia si muoverà in questa direzione davvero, ci potrà essere la rivoluzione. Per ora, con questi mini-bonus del Governo M5S-Pd, i risultati sono scarsi.