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Volvo: studio dimostra che garantiscono pari protezione a donne e uomini

Uno studio Volvo presentato alla conferenza ESV 2026 conferma che le auto del marchio offrono pari protezione a donne e uomini. Grazie a 50 anni di ricerca su incidenti reali, il rischio di lesioni è diminuito del 79% per gli uomini e dell’88% per le donne, annullando il divario.
Volvo

Volvo è un marchio storicamente attento al tema della sicurezza. Da molti anni la casa automobilistica svedese, oggi controllata dal gruppo cinese Zhejiang Geely Holding, studia con cura le dinamiche degli incidenti, per garantire lo stesso livello di protezione alle persone a bordo, a prescindere dal sesso.

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L’esito degli sforzi profusi in tal senso è stato fruttuoso e trova conforto in un rapporto stilato da specialisti interni, di alta competenza ingegneristica.

volvo badge

Da molto tempo Volvo Cars realizza automobili altrettanto sicure per le donne e gli uomini. Ora, un nuovo rapporto pubblicato nell’ambito della Conferenza internazionale “Enhance Safety of Vehicle” (ESV) del 2026 conferma la cosa.

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Lo studio, basato su 50 anni di ricerca, dimostra che fin dagli anni ’70 le automobili Volvo hanno offerto lo stesso livello di protezione sia alle donne che agli uomini.

Forse qualcuno non immaginava che potessero esserci differenze del genere, ma nel mondo reale è così, per varie ragioni. Ne citiamo alcune: i crash test e i sistemi di sicurezza sono stati progettati per decenni quasi esclusivamente utilizzando manichini modellati sul corpo di un uomo medio; il corpo femminile ha una diversa struttura del bacino, una muscolatura del collo meno potente e una differente distribuzione delle masse e della geometria delle spalle.

Negli ultimi anni, però, le cose sono cambiate, grazie a studi approfonditi e a iniziative di produttori come, appunto, Volvo. Sulle auto del marchio svedese il divario di sicurezza fra i due sessi si è ridotto notevolmente, fino ad annullarsi. Questo è stato possibile grazie a un approccio diverso e con un’analisi minuziosa dei dati relativi a incidenti realmente accaduti.

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Lo studio che certifica il progresso è stato condotto dal Centro di sicurezza interno, ma non è viziato da partigianeria. Qui sono entrati in scena dei professionisti seri, attenti alle evidenze analitiche pure.

Volvo XC60 2027

Confrontando i modelli Volvo del periodo 2010–2019 con quelli del periodo 1970–1979, è emerso che il rischio complessivo di lesioni per i guidatori è diminuito del 79%. Per le donne la riduzione si fissa a un livello ancora maggiore, pari all’88%, portando così il rischio allo stesso livello di quello degli uomini.

I risultati offerti dal rapporto mettono in evidenza un altro elemento di grande importanza sul piano della sicurezza passiva: a bordo delle nuove Volvo, con le cinture di sicurezza indossate, i passeggeri dei sedili posteriori beneficiano di livelli di protezione paragonabili, e in alcuni casi superiori, a quelli dei passeggeri che siedono davanti. Un risultato, anche questo, che non nasce dal caso, ma da decenni di innovazione e di ricerca, eseguiti nei laboratori di progettazione Volvo.

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La stessa attenzione viene, ovviamente, riservata anche ai bambini e alle persone di ogni corporatura, perché la massima protezione è doverosa per tutti. La casa automobilistica svedese definisce i propri standard di riferimento per la sicurezza nel mondo reale andando ben oltre quanto richiesto dalle normative o dalle classificazioni in vigore.

Ciò include lo sviluppo e il collaudo delle auto in una gamma più ampia di scenari di incidente reali, per tutte le posizioni di seduta. Un comportamento apprezzabile e molto rispettoso della clientela e, più in generale, della persona umana.