Vendere un’auto usata in Europa potrebbe presto diventare più complicato

L’Unione Europea starebbe lavorando a nuove normative che potrebbero rendere più complicata la vendita di auto usate.
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L’Unione Europea sta lavorando da tre anni a un regolamento sui veicoli a fine vita che dovrebbe entrare in vigore nel corso del 2026 e che, secondo alcune fonti tedesche, potrebbe introdurre vincoli sulla compravendita di auto usate. Il punto più delicato sarebbe contenuto nell’articolo 25 della bozza, dove si prevede che chiunque venda un veicolo usato, sia all’interno del proprio Paese sia per l’esportazione, debba dimostrare che l’auto non rientra nella classificazione di veicolo a fine vita, presentando una revisione valida oppure una perizia tecnica indipendente.

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Auto usate, venderle in Europa potrebbe essere più complicato

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È soprattutto la seconda opzione a sollevare preoccupazioni tra gli operatori del settore, perché una valutazione di questo tipo può raggiungere costi di diverse migliaia di euro, una cifra che per veicoli dal valore commerciale molto basso rischia di risultare del tutto sproporzionata, rendendo antieconomica la permanenza sul mercato di auto che sarebbero ancora perfettamente utilizzabili. Senza una delle due certificazioni previste, il veicolo non potrebbe essere immatricolato, reimmatricolato né esportato. La bozza contemplerebbe un’eccezione per alcune transazioni tra privati o all’interno di cerchie ristrette, ma i contorni di questa deroga non appaiono ancora definiti con precisione.

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Thomas Peckruhn, presidente dell’associazione tedesca dei concessionari ZDK, ha espresso il timore che veicoli ancora riparabili possano essere classificati prematuramente come rifiuti, finendo per uscire dal mercato dell’usato prima del necessario. L’effetto sarebbe una riduzione dell’offerta disponibile con un conseguente aumento dei prezzi, particolarmente sensibile nei segmenti più accessibili, quelli a cui si rivolge chi oggi sceglie l’usato come alternativa economicamente sostenibile rispetto al nuovo e rispetto alle elettriche, che continuano a posizionarsi su fasce di prezzo elevate.

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La normativa riguarderebbe inizialmente le autovetture fino a 3,5 tonnellate, vale a dire la parte più ampia del mercato privato, ma Bruxelles starebbe già valutando un’estensione progressiva anche a veicoli commerciali, autobus e motocicli, ipotesi che amplierebbe ulteriormente la portata del regolamento nel medio periodo. L’obiettivo è rafforzare l’economia circolare e migliorare i processi di riciclo, insieme al contenimento dell’esportazione di veicoli in cattive condizioni, ma il rischio segnalato da più parti è che il nuovo quadro normativo finisca per penalizzare proprio quella fascia di automobilisti che dipende dal mercato dell’usato per accedere alla mobilità individuale.

Il testo è ancora in fase di sviluppo e potrebbe subire modifiche prima dell’approvazione definitiva, ma come detto potrebbe avere un forte impatto sul mercato dell’usato. Quella che oggi è una procedura relativamente semplice, come la compravendita di un’auto usata, potrebbe trasformarsi in un processo più oneroso sia sul piano economico sia su quello burocratico.