Ford Global Technologies ha ottenuto negli Stati Uniti un brevetto, depositato il 4 dicembre 2023 e reso pubblico il 5 maggio 2026, che descrive un sistema in grado di consentire a un veicolo parcheggiato di spostarsi autonomamente a bassissima velocità qualora rilevi un rischio imminente di collisione. Il documento, intitolato “System for Detecting Moving Objects”, delinea un’architettura capace di monitorare costantemente l’ambiente circostante e di valutare la probabilità che un oggetto in movimento entri in contatto con la carrozzeria.
Ford brevetta un sistema “anti-urto” per auto parcheggiate

Il funzionamento si baserebbe su una combinazione di telecamere, radar e sensori a ultrasuoni, tecnologie già diffuse nei moderni pacchetti di assistenza alla guida, che verrebbero impiegate per costruire una sorta di griglia virtuale attorno alla vettura e tracciare in tempo reale la posizione degli elementi nelle vicinanze. Un algoritmo dedicato calcolerebbe il livello di minaccia analizzando la traiettoria dell’oggetto, la probabilità di impatto e il tempo residuo prima dell’eventuale contatto, così da determinare se l’intervento del sistema risulti necessario.
Qualora il rischio superi una soglia prestabilita, il veicolo non si sposterebbe immediatamente. Il protocollo prevede anzitutto l’emissione di un avviso visivo o acustico tramite fari e clacson, e solo in assenza di reazione, dopo aver verificato che lo spazio disponibile sia sufficiente e sicuro, l’auto procederebbe a riposizionarsi in modo autonomo. Il brevetto include inoltre una funzione definita “light impact detection” che, nell’eventualità di un urto inevitabile, consentirebbe al veicolo di registrare immagini e dati dell’evento a fini documentali.
L’idea si colloca in un filone di sviluppo che Ford sta esplorando da tempo. La casa americana propone già sistemi come la frenata automatica d’emergenza, il Pre-Collision Assist, il monitoraggio dell’angolo cieco e l’Exit Warning, che controlla l’ambiente circostante quando l’auto è ferma per evitare ad esempio l’apertura della portiera al passaggio di un ciclista. Negli ultimi mesi è emerso anche un altro brevetto dedicato a una tecnologia che permetterebbe al veicolo di arretrare autonomamente per liberare l’accesso al bagagliaio o al frunk quando la distanza da un ostacolo risulta insufficiente.

Restano tuttavia diversi interrogativi, soprattutto sul piano normativo e assicurativo. Il brevetto non specifica quale margine di spazio sarebbe necessario per autorizzare lo spostamento, né con quale frequenza il sistema potrebbe attivarsi in contesti affollati o particolarmente angusti. Il nodo della responsabilità appare altrettanto delicato, poiché un’auto parcheggiata che si muove senza conducente a bordo potrebbe urtare un altro veicolo o un pedone, generando scenari non ancora pienamente regolamentati dalle attuali normative sulla guida automatizzata.
Come spesso accade con i brevetti, inoltre, non vi è alcuna garanzia che questa tecnologia venga effettivamente implementata su un modello di serie, sebbene il documento confermi l’interesse di Ford verso veicoli capaci di agire in modo proattivo anche a motore spento, proteggendo carrozzeria e ambiente circostante quando il conducente si è già allontanato dal mezzo.
