Volkswagen ha deciso che le batterie se le costruisce con i cinesi, per la precisione, con quelli che ha già in casa da anni. Tre joint venture con Gotion High-Tech, per un totale di 3,22 miliardi di euro di investimento complessivo e tre stabilimenti che cambiano pelle. Il comunicato è arrivato in Borsa il 28 settembre, e sotto la patina della “collaborazione rafforzata” c’è uno scambio di quote che vale la pena guardare da vicino.
A Sagunto, vicino a Valencia, la fabbrica di celle di PowerCo resta a trazione tedesca, 51% a Volkswagen, 49% a Gotion, mentre in Slovacchia e in Marocco lo schema si ribalta, con il 51% ai cinesi e il 49% a Wolfsburg. Insomma, il modello è quello del “a casa mia comando io, a casa tua comandi tu”, più o meno.
Gli investimenti sono divisi quasi a metà, circa 1,6 miliardi da Gotion e 1,62 da PowerCo. Il grosso, 2,26 miliardi, va alla Spagna, mentre Slovacchia e Marocco si fermano a circa 480 milioni a testa. Il finanziamento sarà a tranche, senza un calendario preciso.
Questa non è una storia nuova. Volkswagen possiede circa il 25% di Gotion, ed è il primo azionista del gruppo cinese, che figura tra i primi cinque produttori di celle al mondo. Nel frattempo, fino all’avvio di Sagunto, le celle unificate per modelli spagnoli come ID. Polo e Cupra Raval arrivano da Hefei, in Cina, dove la produzione in serie è partita a novembre 2025. Anche a Salzgitter, secondo indiscrezioni, centinaia di tecnici cinesi hanno dato una mano.
Gotion parla di 29,1 GWh annui per la Spagna, mentre PowerCo ne aveva sempre dichiarati 40. In Slovacchia, a Šurany, si citano ora 8,4 GWh contro i 20 annunciati nel 2025, con l’obiettivo a lungo termine di 40. Insomma, i numeri non tornano sempre. In Marocco, per i materiali catodici LFP, si punta a 100.000 tonnellate annue, con un prestito da 100 milioni della Banca africana di sviluppo già in tasca. La costruzione, precisa Gotion, non dovrebbe superare i cinque anni.
Le celle prodotte in Europa serviranno soprattutto Volkswagen, ma volumi e garanzie di fornitura restano da definire. L’accordo non è nemmeno firmato: mancano i sì degli azionisti e delle autorità, e non è chiaro se il management Volkswagen abbia già dato il proprio consenso.
Costruire da soli una filiera di celle costa miliardi, e Volkswagen è un costruttore in crisi che cerca di frenare le spese di PowerCo. Dividere il conto con chi le batterie le sa fare sembra il male minore.







