Volkswagen sta riscrivendo i propri piani produttivi in Germania, e la causa non è una scelta interna fatta a tavolino. Il mercato si muove più in fretta del previsto, non una buona notizia vista la gigantesca ristrutturazione del gruppo in atto.
La domanda di elettrico sta aumentando in modo significativo, tanto in Germania quanto nel resto d’Europa, trainata dai prezzi alti di benzina e diesel, da una rete di ricarica che finalmente si espande e dall’arrivo di modelli accessibili che il pubblico attendeva da anni. Lo spiega Martin Sander, responsabile vendite del marchio Volkswagen.
Così, lo stabilimento di Wolfsburg produrrà circa 580.000 veicoli l’anno, invece degli oltre 600.000 inizialmente previsti. I turni aggiuntivi per i modelli a combustione vengono cancellati, Emden e Zwickau, invece, si preparano ad accelerare. A Emden si aggiungono giorni di produzione per la ID.7, berlina elettrica disponibile anche in versione touring. A Zwickau crescono gli ordini per ID.3 Neo e Audi Q4 e-tron, un impianto che fino a poco fa girava con capacità inutilizzata.
Il paradosso industriale di Volkswagen è però bello che servito: mentre alcuni stabilimenti tedeschi aumentano i ritmi, il futuro operativo di Emden, Zwickau, Hannover e Neckarsulm rimane in discussione. L’azienda sta riducendo costi da un lato e inseguendo volumi dall’altro, sapendo che ogni vettura elettrica genera margini ancora inferiori rispetto a un equivalente termico. Più ordini non significa automaticamente più profitti.
Il capitolo più sfizioso, però, è la Spagna. A Martorell e Navarra si producono ID. Polo, CUPRA Raval, ID. Cross e Škoda Epiq, quattro modelli che condividono piattaforma MEB+ e componentistica, ma che si presentano al mercato con identità distinte. Insieme hanno già superato i 100.000 ordini e preordini.
La sola ID. Polo, hatchback elettrica con batteria da 37 kWh nella versione base, autonomia WLTP fino a 334 km, ha superato i 40.000 ordini, con la coda che si allunga di settimana in settimana. I tempi di consegna si stanno allungando, e anche questo, a modo suo, è una notizia.
Volkswagen ha investito oltre un miliardo di euro per riconvertire lo stabilimento di Landaben alla produzione elettrica. L’impianto ora produce, il mercato risponde. Wolfsburg, cuore storico, simbolo dell’automobile tedesca, luogo in cui si assembla ancora la Golf, guarda da lontano una crescita che si sta costruendo altrove.
Se sia un cambiamento strutturale o un’ondata legata all’effetto novità dei nuovi modelli, è ancora presto per dirlo. Volkswagen, nel frattempo, sta spostando risorse produttive seguendo gli ordini, non le previsioni.








