Oggi è un dramma da margine operativo all’1%, un anno in Volkswagen fa parlavano di 4-5,5%. La distanza tra quei due numeri è la misura esatta del disastro che il Gruppo di Wolfsburg sta cercando di nascondere dietro la parola “trasformazione”.
Il gruppo di Wolfsburg ha rivisto al ribasso le proprie previsioni finanziarie per il 2026 con un annuncio che ha fatto cadere il titolo del 5,6% in una sola seduta. Le azioni Porsche hanno lasciato sul campo il 3,3%, Porsche SE ha seguito a ruota. I mercati, di solito pazienti con le case auto in ristrutturazione, questa volta non hanno fatto sconti.
Al centro del tracollo c’è Porsche. Volkswagen dovrà registrare una svalutazione di circa 6 miliardi di euro sull’avviamento legato alla casa di Zuffenhausen, di cui detiene oltre il 75% del capitale. Una svalutazione che è la presa d’atto che le prospettive a medio termine di Porsche sono cambiate, e non in meglio. Domanda cinese in calo, dazi americani che mordono, strategia elettrica che stenta. Il totale degli oneri straordinari previsti per l’anno supera i 10 miliardi di euro, di cui 900 milioni già contabilizzati nel primo semestre.
Il paradosso è che il fatturato regge. Volkswagen prevede circa 315 miliardi di euro per il 2026, contro i 321,9 miliardi del 2025. Il problema non è quanto si vende, ma quanto si guadagna vendendolo. In un’azienda che dovrebbe saper fare automobili meglio di quasi chiunque altro, un margine operativo all’1% potrebbe persino essere imbarazzante.
Il direttore finanziario Arno Antlitz ha messo nero su bianco le tre faglie aperte: il business cinese del gruppo è collassato del 20%, i concorrenti asiatici stanno guadagnando terreno in Europa, e le vendite di auto elettriche, ancora meno redditizie di quelle termiche, continuano a crescere proprio quando Volkswagen ne aveva bisogno il meno.
La pressione arriva contemporaneamente da tre direzioni: dalla Cina, da Washington e dall’interno, dove la ristrutturazione avviata a settembre, con tagli al personale, possibili chiusure di stabilimenti e prepensionamenti, pesa sui conti senza ancora produrre i risparmi attesi.
Audi e Volkswagen, i due marchi di volume sui quali il gruppo conta di più, vedranno riviste al ribasso le proprie aspettative. Nel 2025 il margine operativo consolidato si era attestato al 2,8%. La previsione media degli analisti, prima dell’annuncio, era ancora al 4,1%. I risultati del terzo trimestre arriveranno il 29 ottobre. Potrebbero essere il momento in cui i numeri smettono di sorprendere.







