Toyota chiede che le automobili alimentate esclusivamente con determinati carburanti rinnovabili possano essere riconosciute come veicoli a zero emissioni nelle regole europee. La proposta, pubblicata il 16 ottobre, riguarda la categoria VEEF e accompagna la richiesta di maggiore flessibilità sugli obiettivi della CO2. Il costruttore punta a dare spazio a soluzioni diverse dall’elettrico a batteria, attraverso criteri condivisi fra gli Stati membri.
Auto termiche a zero emissioni nei conteggi Ue: la proposta di Toyota sui carburanti rinnovabili
Il motore di queste vetture rimarrebbe a combustione e continuerebbe a produrre emissioni allo scarico. Toyota chiede però che le regole tengano conto del carburante impiegato, riconoscendo il contributo di quelli ottenuti da fonti rinnovabili. Propone quindi una definizione valida in tutta l’Unione, collegata ai requisiti della direttiva RED III, che permetta di stabilire quali combustibili possano essere utilizzati. L’eventuale riconoscimento sarebbe riservato ai veicoli alimentati soltanto con questi prodotti.
Il costruttore teme che gli obblighi europei procedano più velocemente della domanda. Nelle sue previsioni, nel 2030 le elettriche copriranno circa il 45% delle vendite di automobili nuove, rispetto a una quota superiore al 55% che Toyota ritiene necessaria per rispettare gli obiettivi attuali. Il rischio, secondo l’azienda, è dover spendere per adeguarsi alle regole sottraendo risorse allo sviluppo delle tecnologie.
Toyota propone quindi di valutare il rispetto dei limiti nell’arco del quinquennio 2028-2032, concedendo più margine ai produttori durante il passaggio alle scadenze del 2030 e del 2031. Per il 2035 sostiene un taglio delle emissioni del 90%, con ulteriori possibilità di compensazione attraverso carburanti rinnovabili e acciaio a basse emissioni.
I furgoni seguirebbero un percorso separato, con riduzioni del 35% al 2030 e dell’80% al 2035. Anche in questo caso Toyota chiede una valutazione su cinque anni, sottolineando le esigenze degli operatori professionali in termini di autonomia, carico e continuità del lavoro.
Da luglio il gruppo sta raccogliendo dati attraverso un progetto avviato in Spagna con BMW, Bosch e Repsol. La sperimentazione, prevista su sei mesi, utilizza automobili Toyota e BMW rifornite con Nexa 95, la benzina rinnovabile prodotta da Repsol, sfruttando motori e impianti di distribuzione già esistenti.
Bosch fornisce la tecnologia digitale che consente di seguire il carburante lungo la filiera e verificare quello effettivamente utilizzato dalle vetture. I risultati saranno messi a disposizione delle istituzioni europee per sostenere la discussione sui VEEF. Il loro inserimento fra i veicoli riconosciuti come zero emissioni resta una proposta del costruttore, sulla quale dovranno decidere i legislatori.


