Toyota ha scelto di non scegliere. Con la Corolla, l’auto più venduta al mondo, ha deciso di farlo in grande e pensarla elettrica, ibrida e ibrida plug-in sulla stessa piattaforma.
A Bruxelles, nella sede europea del marchio, Hiroki Nakajima, responsabile dello sviluppo, ha raccontato ai giornalisti i primi dettagli di un’architettura pensata per ospitare tre propulsioni diverse. Dalla berlina al SUV fino al minivan, la base tecnica sarebbe la stessa. Addio a piattaforme separate, addio a una parte dei costi miliardari che ogni nuovo pianale si porta dietro.
Nessuno sa quale tecnologia dominerà tra cinque o dieci anni, in certi mercati l’elettrico fatica a decollare, in altri l’ibrido pesa ancora parecchio sugli ordini. Puntare tutto su una carta sola, per un costruttore globale, è un azzardo. Toyota preferisce tenersi il mazzo intero. Il bersaglio principale sono le compatte, e tra le ipotesi c’è che Yaris e Corolla finiscano per somigliarsi molto di più sotto la pelle.
Il difficile è far convivere termico, ibrido e batterie ad alta capacità nello stesso spazio. Ognuno vuole il suo posto, il suo raffreddamento, le sue regole. Da qui la caccia ai centimetri, quindi motori a combustione più piccoli, unità elettriche che fondono motore, trasmissione ed elettronica di potenza, e soprattutto batterie più sottili, con un’altezza ridotta di circa il 20%. Il trucco è spostare i collegamenti elettrici delle celle prismatiche dall’alto ai lati.
Questo, però, non significa il 20% di autonomia in più. Significa un pacco batteria meno ingombrante sotto il pianale, quindi auto più basse, più aerodinamiche e con abitabilità intatta. Per la futura Corolla, una silhouette più slanciata senza sacrificare i passeggeri.
Le batterie allo stato solido? Nakajima conferma l’obiettivo 2027, ma sulle compatte arriveranno dopo (forse molto dopo). Toyota deve prima ammortizzare quanto speso sugli ioni di litio tradizionali, e quindi i primi modelli useranno quelli. Quanto ai tempi, nessuna data di lancio. Solo l’indicazione che la nuova generazione di sistemi ibridi dovrebbe partire intorno al 2030.
Una piattaforma nata solo per l’elettrico sfrutta meglio spazio e pesi. Una che deve ospitare anche motori e serbatoio vive di compromessi: più peso, più costi, spazio meno efficiente. Toyota scommette che scala industriale e flessibilità li compenseranno.


