Il Cybertruck non è ancora stato depennato, ma Elon Musk sembra aver già scelto i fiori. Dalla metà del 2027 la produzione nella Gigafactory del Texas verrà “fatta scendere gradualmente”, come ha spiegato lui stesso durante la presentazione sulla sua piattaforma X. Un modo moderato per dire che il pick-up apocalittico ha le ore contate.
Lo spazio lasciato libero andrà al Cybercab, la due posti elettrica a guida autonoma, senza volante e senza pedali. Praticamente l’opposto di un pick-up, dove il Cybertruck voleva sembrare un’arma, il Cybercab vuole sembrare un servizio. Da settembre i primi esemplari lavorano già nel servizio di robotaxi commerciale di Austin, e anche i clienti esterni potranno comprarli.
Il Cybertruck verrà spostato in un altro stabilimento o chiuderà per sempre? Tesla non lo dice. Finora, però, lo ha prodotto solo in Texas, e questo non è un dettaglio da poco.
Le consegne ai clienti erano partite a fine 2023, con un carico di promesse notevole. La carrozzeria angolare in acciaio inossidabile, lo sterzo elettronico senza collegamento meccanico tra volante e ruote e le ruote posteriori sterzanti dovevano scardinare il segmento. Il mercato, invece, ha risposto con meno entusiasmo di quanto il marketing lasciasse intendere.
Nessuno sa con precisione i suoi dati, perché Tesla non pubblica i numeri del Cybertruck nei report trimestrali. Li nasconde nella voce “Altri modelli”: 8.295 consegne globali nel terzo trimestre del 2026, contro le 15.933 dello stesso periodo dell’anno prima. Un calo del 48% circa, dovuto soprattutto allo stop di Model S e Model X. Quanti Cybertruck ci siano in mezzo, resta un mistero. Chi ha buone notizie, in genere, le mette in evidenza.
In Europa, intanto, nessuno perderà il sonno. Tesla non vende ufficialmente il Cybertruck da noi e il veicolo non ha l’omologazione UE: la carrozzeria rigida in acciaio e i requisiti sulla protezione di pedoni e ciclisti lo tengono fuori dalle immatricolazioni.


