Tesla, che beffa per gli ambientalisti: ottenuto il permesso per l’ampliamento della Gigafactory di Berlino

Francesco Armenio Autore Automotive
Tesla ha ottenuto il permesso per iniziare i lavori di ampliamento presso la Gigafactory di Berlino, beffando gli ambientalisti.
Tesla Gigafactory Berlino

Tesla ha avuto la meglio sulle migliaia di ambientalisti che da mesi protestano contro l’ampliamento della Gigafactory in Germania, poco fuori Berlino. Da tempo, infatti, la casa automobilistica statunitense intende ampliare la struttura con l’obiettivo di aumentare la produzione dei veicoli e dove costruire le batterie per le proprie vetture. Ora, Tesla ha ricevuto dalle autorità tedesche l’autorizzazione preliminare per i lavori di ampliamento.

Tesla può iniziare i lavori di ampliamento della Gigafactory di Berlino

Logo Tesla

L’ufficio statale per l’ambiente del Brandeburgo ha concesso l’autorizzazione per una serie di lavori di espansione presso lo stabilimento Tesla esistente. Questa decisione permette all’azienda di avviare potenzialmente le attività di costruzione in anticipo rispetto alle previsioni iniziali, nonostante il permesso di costruire ufficiale non sia ancora stato rilasciato. Tesla potrà procedere “a proprio rischio”, assumendosi la responsabilità di eventuali complicazioni.

I piani approvati comprendono diversi interventi, tra cui la creazione di un’area logistica dedicata ai nuovi veicoli, che migliorerà la gestione e la distribuzione dei prodotti finiti. Il progetto prevede inoltre la realizzazione di infrastrutture sotterranee e l’installazione di pannelli solari sul tetto della struttura.

Tesla Model Y

Il cancelliere tedesco Olaf Scholz ha espresso pubblicamente il suo appoggio all’iniziativa, come riportato dalla rivista Stern. Tuttavia, la realizzazione completa del progetto di ampliamento rimane complesso. Tesla dovrà ottenere ulteriori autorizzazioni per procedere con tutti i lavori pianificati. Questo significa che l’iter burocratico non è ancora concluso. Un ulteriore ostacolo potrebbero essere gli ambientalisti che, in qualche modo, potrebbero bloccare con proteste l’inizio dei lavoro o il loro normale svolgimento. Ricordiamo, infatti, quanto successo pochi mesi fa, quando un gruppo di persone aveva dato fuoco ai tralicci della corrente, costringendo l’azienda e migliaia di abitanti della vicina cittadina a restare senza corrente per molte ore.

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