La Renault 5 vuole più autonomia, e la vuole nel 2027. L’aggiornamento tecnico è in lavorazione e porta in dote una batteria più grande e una versione rivista del motore.
Secondo quanto riportato dai media francesi già nel 2026, i 52 kWh delle versioni più autonome lascerebbero il posto a un pacco batteria da 56 kWh. Il motore, il “6AK”, resterebbe quello di oggi, senza evoluzioni di rilievo. Il risultato dovrebbe essere un’autonomia WLTP di 500 chilometri. Per una city car con ambizioni da extraurbana, e con qualche pretesa persino sui lunghi viaggi, non è poco.
François Provost, numero uno del marchio, ha promesso “cambiamenti significativi”. L’estetica non si tocca. Tutto il lavoro si concentra sotto il pavimento e nel gruppo propulsore.
I concorrenti, ovviamente, non stanno a guardare. Volkswagen ID. Polo, CUPRA Raval e Kia EV2 hanno già alzato l’asticella su autonomia e tecnologia. La Renault 5 è arrivata con un fascino retrò, dimensioni compatte e un’autonomia competitiva, e il nome più iconico del marchio è tornato a pesare sul mercato. Il fascino, si sa, ha una data di scadenza. Con le rivali che arrivano con piattaforme moderne e infotainment ben più avanzato, la nostalgia da sola smette di fare cassa.
Il ritocco più recente, in fondo, racconta la stessa strategia. Ottimizzazione dell’elettronica di batteria non hanno spostato di un chilometro l’autonomia, mentre sono arrivati nuovi colori, più personalizzazione e qualche novità tecnologica. Insomma, un po’ di trucco e nessun muscolo.
Il muscolo, semmai, si vedrà nel 2027. Renault punta a mantenere intatta la formula che ha fatto della R5 uno dei lanci più riusciti del periodo, aggiungendo prestazioni, efficienza e tecnologia in attesa di una nuova generazione. Molto resta però da chiarire: potenza finale, capacità utilizzabile della batteria e gestione termica non sono stati ancora svelati. La casa non ha confermato nemmeno come sarà articolata la gamma futura, e avverte che i miglioramenti non arriveranno tutti insieme.


