BMW ha ceduto il nome Alpina, divenuto mrachio indipendente (ma pur sempre legato a doppio filo). Chi quel nome lo ha costruito mattone su mattone per decenni, però, non sembra avere alcuna intenzione di sparire.
Bovensiepen, questo il nuovo marchio della famiglia che ha fatto grande Alpina, è tornata con la Spider, e lo ha fatto senza troppi giochi di prestigio. La base è una BMW Z4, uscita di produzione all’inizio di quest’anno. Lo si vede chiaramente, le foto sembrano uscite dallo stesso studio fotografico di Monaco.
Qualcosa resta, sotto la superficie ritoccata della Z4. Nuove prese d’aria laterali, uno splitter dedicato, un diffusore ridisegnato, lo spoiler posteriore integrato sale qualche centimetro in più rispetto all’originale, e i cerchi da 20 pollici sono completamente inediti. Non una trasformazione radicale.
C’è da stare attenti sotto il cofano. Il sei cilindri in linea, l’architettura di culto della casa bavarese, arriva qui a 435 CV e 580 Nm di coppia. Quasi cento cavalli in più rispetto alla Z4 M40i di serie. Lo scatto da 0 a 100 km/h si chiude in 4,2 secondi, la velocità massima è fissata a 260 km/h.
Per chi trovasse il limite troppo domestico, esiste il Performance Package: 2.800 euro in più, velocità massima portata a 295 km/h, un nuovo coperchio del differenziale con raffreddamento migliorato e un telaio ulteriormente irrigidito. L’auto non rinuncia a mordere quando viene sollecitata.
Il prezzo d’accesso è 115.500 euro, tasse tedesche incluse. La produzione è limitata a 99 esemplari, già ordinabili tramite configuratore. Novantanove unità per un’auto che nasce su una piattaforma fuori produzione: o è una mossa di culto calcolata, o è la risposta più elegante possibile alla domanda su cosa significhi oggi portare il cognome Bovensiepen.
BMW intanto “usa” ancora il nome Alpina sui propri modelli. La famiglia che quel nome l’ha inventato costruisce ora una spider da 435 CV in edizione limitata e non sembra preoccupata del confronto.







