L’Europa ha voglia di auto elettriche, e CATL ha già capito che le fabbriche che ha non basteranno. Il colosso cinese, primo produttore di batterie al mondo, ha annunciato che sul Vecchio Continente si farà largo con altre gigafactory. A dirlo è Matt Shen, direttore regionale del gruppo, convinto che la capacità attuale non reggerà l’ondata in arrivo.
Il motivo è semplice e piuttosto prosaico, i carburanti costano di più, e le vendite di elettriche corrono da mesi. Quando il pieno fa male al portafoglio, la spina diventa improvvisamente simpatica.
Oggi CATL ha due stabilimenti europei, uno in Germania da 14 GWh e uno in Ungheria da 100 GWh. Il terzo è in arrivo a Saragozza, in joint venture con Stellantis, con 50 GWh annui e una specializzazione in celle LFP, quelle al litio ferro fosfato. Finiranno soprattutto nelle auto assemblate a Figueruelas, a due passi dall’impianto.
Fatto il conto, per Shen non basta ancora. Il manager vede tre ondate di elettrificazione, prima le auto per i passeggeri, poi i sistemi di accumulo stazionari, infine i veicoli commerciali. Dove sorgeranno i nuovi impianti e quando partiranno? Silenzio, per ora, si sa solo che conteranno la vicinanza ai clienti e l’accesso a logistica ed energia.
Il vero ostacolo, però, non è il cemento ma le persone. Shen ammette che l’industria europea delle batterie è a corto di specialisti e ingegneri, quindi servirà investire anche nella formazione.
Non manca il capitolo sodio, dove CATL gioca pesante. La tecnologia promette costi più bassi, ricariche più rapide e una tenuta migliore alle temperature estreme, tanto che il gruppo stima di arrivare al 30-40% del mercato nel medio termine. Per ora l’impegno resta confinato alla Cina, ma l’Europa è questione di tempo.
A -40 °C le celle al sodio conservano circa il 90% della capacità, e con una ricarica a 5C la temperatura sale di appena 5 °C. Le Naxtra dovrebbero superare i 10.000 cicli, mentre il sistema di stoccaggio Tener punta a 30 anni di vita, con resistenza al fuoco e agli estremi climatici.
Qui torna in scena Renault, che guarda alla tecnologia con interesse. Twingo e Dacia Spring montano già batterie CATL LFP, per cui un passaggio al sodio non sarebbe esattamente una sorpresa. Il cerchio si chiude da solo. Il fornitore cinese che produce in Europa, alimenta marchi europei e per giunta sceglie dove e quando investire.


