CATL, la più grande fabbrica di batterie d’Europa produce moduli senza celle

CATL produce moduli batteria a Debrecen, ma le celle arrivano dalla Cina. Lo stabilimento ungherese c’è, ma la produzione in serie è in ritardo.
catl Debrecen

CATL ha aperto i battenti del suo stabilimento ungherese di Debrecen nell’autunno del 2024, ma lo ha fatto a metà: moduli batteria sì, celle no. Un traguardo dimezzato che racconta abbastanza bene la distanza che esiste, spesso, tra l’annuncio e la realtà industriale.

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La storia inizia nell’agosto del 2022, quando il colosso cinese delle batterie comunicò un investimento da 7,34 miliardi di euro per costruire a Debrecen un polo produttivo destinato ai clienti europei. Mercedes fu indicata come primo acquirente di rilievo, BMW come secondo, non a caso, la casa bavarese aveva già avviato a Debrecen la produzione della iX3 completamente elettrica. Il sito ungherese sarebbe diventato anche il secondo impianto europeo di CATL per la produzione di celle, dopo quello di Arnstadt, in Germania.

catl Debrecen
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Oggi, il quadro è questo. Un nuovo capannone produce moduli batteria con una capacità annua di 5 GWh. Numeri che, per dare un’idea della scala, basterebbero teoricamente ad alimentare 50.000 veicoli elettrici con batterie da 100 kWh, oppure 125.000 city car con pack da 40 kWh. A queste cifre si aggiungono i 240.000 moduli già prodotti dall’autunno 2024, su due linee in un capannone in affitto, sufficienti a coprire circa 60.000 veicoli.

Il problema è che le celle che finiscono in quei moduli arrivano ancora da altri stabilimenti CATL. La produzione locale di celle, inizialmente progettata con una capacità di 40 GWh, è tecnicamente completata sul fronte costruttivo e gli impianti risultano già installati, ma mancano ancora i permessi. Solo dopo la loro concessione potrà partire la produzione di prova, e da lì alla produzione in serie il passo può richiedere settimane, se non mesi.

catl Debrecen

Fino a dicembre scorso, CATL indicava marzo o aprile come date di avvio della produzione in serie. Siamo a maggio inoltrato e quella finestra è già chiusa. Il ritardo è ufficiale, anche se l’azienda preferisce non quantificarlo. Nella fase successiva, la capacità produttiva di celle dovrebbe salire a 100 GWh. Un obiettivo ambizioso, che però presuppone di sbloccare prima quello attuale.