HSR Type 859, uin nome che sembra un codice aeroportuale. Quello che nasconde è tutt’altro che anonimo. HSR Manufaktur, acronimo di Homologation Specials Reimagined, prende l’Audi Coupé B2 del Gruppo B e la rifà da zero, spingendo il concetto di restomod oltre dove chiunque altro abbia osato arrivare.
Il punto di partenza è già radicale. Il passo viene accorciato di 32 centimetri, la struttura completamente rielaborata, e ogni pannello della carrozzeria rifatto in fibra di carbonio. Questa Audi profondamente ritoccata arriva a un peso piuma dichiarato tra 1.200 e 1.300 kg.

L’estetica è per non passare inosservato. I parafanghi allargati sembrano essersi separati dai paraurti per pura indipendenza stilistica, i piccoli fari gialli bucano la carrozzeria anteriore con un’intensità retrò, e il posteriore, con firma luminosa rettangolare, estrattore e doppio scarico centrato, è il trionfo della fibra di carbonio. L’alettone, affiancato da due spoiler, completa un quadro che difficilmente passa in secondo piano.
Sotto il cofano c’è il motore cinque cilindri DAZA della Audi RS 3, lo stesso che nella versione di serie eroga 400 CV. Qui, con un intervento mirato, si sale a una forchetta tra 500 e 600 CV. La trazione è integrale, con ripartizione 40/60 tra anteriore e posteriore, e il cambio è manuale a sei rapporti.

Le sospensioni sono adattive con altezza da terra regolabile e quattro modalità di guida, Street, Sport, Track e Rally, perché evidentemente qualcuno vuol portarla anche fuoristrada.
Gli interni riprendono fedelmente il cruscotto originale della coupé anni Ottanta, aggiornato però con Apple CarPlay e Android Auto wireless, climatizzatore e la possibilità di personalizzare pelle e Alcantara secondo budget. E il budget, in questo caso, è un concetto molto relativo.

Il prezzo parte da 500.000 euro, Audi base inclusa. Gli esemplari prodotti saranno esattamente 84, come l’anno della stagione d’oro del mondiale rally conquistato dalla Quattro originale. Un omaggio che costa quanto una villa.
