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Roma, proteste al blocco Euro 3: “Mancano gli incentivi”

Cna lamenta la politica dell’amministrazione capitolina

Traffico Roma

 

Dal 1° novembre 2019 a Roma scatterà il blocco traffico per i veicoli Euro 3, che potrebbe fermare 40mila aziende. Lo denuncia CNA ( Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa di Roma) in un comunicato.

Roma: il comunicato sul blocco traffico

L’amministrazione comunale ha anticipato questa mossa nei mesi precedenti direttamente sul sito istituzionale. “Dal primo novembre 2019 – recitava la nota pubblicata in data 13 maggio 2019 – entrerà in vigore il divieto di circolazione permanente dei veicoli diesel Euro 3 nella Ztl Anello ferroviario, area che include le zone centrali e semicentrali della Capitale. Il divieto, come previsto dalla delibera di Giunta appena approvata, sarà in vigore dal lunedì al venerdì, ad eccezione dei festivi infrasettimanali.

Si prevede inoltre la progressiva limitazione, all’interno delle diverse Ztl, alla circolazione dei veicoli più inquinanti, secondo la programmazione che verrà definita nell’ambito del quadro di interventi del Piano urbano della mobilità sostenibile (Pums), la cui approvazione è prevista entro il prossimo mese di agosto. Sono escluse dal divieto alcune categorie di veicoli come quelli muniti del contrassegno per persone invalide.

Obiettivo – si leggeva – è prevenire e contenere l’inquinamento atmosferico e salvaguardare la salute dei cittadini, in linea con gli impegni già assunti da Roma Capitale nel quadro della lotta ai cambiamenti climatici. Il provvedimento è un passo importante verso l’eliminazione del diesel dal Centro storico entro il 2024, a tutela della salute di tutti e dell’ambiente e si unisce al Piano urbano della mobilità sostenibile, un programma utile a realizzare forme di spostamento alternative all’auto privata, a incentivare l’uso dei mezzi pubblici e per migliorare la qualità dell’aria in città.

Per i veicoli adibiti al trasporto merci – concludeva il testo pubblicato dal Comune di Roma – è previsto un periodo transitorio dal primo novembre 2019 al 31 marzo 2020, durante il quale il divieto per i diesel Euro 3 sarà in vigore dal lunedì al venerdì, ad eccezione dei festivi infrasettimanali, nelle fasce orarie 7.30-10.30 e 16.30-20.30.

Cna condivide la preoccupazione

La manovra ha provocato sdegno in parte dei lavoratori, alla quale dà voce Cna nell’ultimo intervento:Si tratta di aziende di quasi tutti i settori, dal fornaio all’impiantista che si vedranno negare la possibilità di circolare all’interno dell’anello ferroviario a causa della delibera del 10 maggio 2019, n. 82, disposta dalla Giunta Capitolina per i veicoli diesel euro 3 dal lunedì al venerdì, ad eccezione dei giorni festivi infrasettimanali, a partire dal 1 novembre 2019”, evidenziano dall’organizzazione.

“La normativa è stata motivata come misura necessaria a prevenire e contenere l’inquinamento atmosferico. Anche la nostra Associazione condivide l’atteggiamento di preoccupazione e di attenzione al tema dell’inquinamento, tuttavia, riteniamo che l’impegno per limitare la circolazione dei veicoli più inquinanti non debba abbattersi con oneri eccessivamente gravosi sulle imprese”. E aggiungono: “Secondo i dati forniti da Aci, oggi circolano a Roma e Provincia oltre 40mila veicoli commerciali diesel euro 3 con massa complessiva fino a quintali 35, che tra pochi giorni non potranno più aver accesso ad una vasta area di grandissima rilevanza economica. La loro sostituzione con modelli a minor impatto ambientale potrebbe costare al sistema produttivo romano una cifra vicina ad un miliardo di euro”.

“Le problematiche che il Comune di Roma sta affrontando sono comuni a tutti i centri urbani, molti dei quali hanno già adottato provvedimenti per la limitazione dei veicoli più inquinanti – proseguono Spesso tali misure sono state accompagnate da incentivi economici al rinnovo del parco veicolare o in altri casi dall’esplicita previsione di deroghe temporanee, in caso di adozione di dispositivi che consentissero una riduzione delle emissioni inquinanti.

Solleciti al Comune di Roma mai ascoltati

Una simile soluzione sarebbe percorribile anche a Roma, dato che nella Deliberazione di Giunta n. 76 del 28 ottobre 2016 si riconosceva che potessero essere assimilati tra i veicoli meno inquinanti quelli come gli ibridi, quelli alimentati a metano e a Gpl (anche con impianto non esclusivo, alimentato a gas naturale o Gpl, per dotazione di fabbrica o per successiva installazione).

Tuttavia, nonostante i ripetuti solleciti avanzati dalla Cna di Roma a Comune e Regione, nella attuale previsione normativa nulla è stato previsto in tal senso. Chiediamo quindi un immediato provvedimento che consenta quanto meno una proroga dell’entrata in vigore dei divieti per i veicoli commerciali, nell’attesa di una regolamentazione per la circolazione dei veicoli dual fuel”, termina il Segretario della Cna di Roma.

Secondo i piani delineati dalle autorità comunali, entro il 2024 a Roma non potranno circolare mezzi privati alimentati con motore diesel. E il provvedimento di imminente introduzione va in questa direzione. Una mossa impopolare, poiché colpirà i circa 24mila automobilisti residenti dentro l’Anello ferroviario. Stime che aumentano notevolmente se presi in considerazione i cittadini muniti di vetture diesel Euro 3 in tutta la città. Ma come spiegato dal primo cittadino l’interesse collettivo sulla salute ha la precedenza.

Le rilevazioni della Regione Lazio attestano, infatti, un “sensibile aumento negli ultimi due anni dei decessi legati a malattie dell’apparato respiratorio nella Capitale”. Per l’insorgere di complicazioni, 2.092 persone sono morte, in aumento di 234 rispetto al 2016. Stando al commento espresso dall’associazione “Cittadini per l’aria”, ogni anno sulle strade di Roma si assistono a circa 120 decessi prematuri, la media di uno ogni tre giorni, provocato dal “superamento del limite di legge sul biossido di azoto”.

Virginia Raggi: “Non possiamo più ignorare il problema”

In occasione di un incontro sul tema, Virginia Raggi aveva dichiarato: “Non possiamo più girarci dall’altra parte. Io voglio trasformare questo dato negativo in un’opportunità per cambiare: per traffico siamo secondi al mondo dopo Bogotà, ci passiamo 254 ore all’anno. Ma il traffico siamo noi, con le nostre macchine che a volte trasportano una sola persona. Un intrigo di macchine e inquinamento che paralizza questa città”. E in quell’occasione, premesso che c’è ancora molto lavoro da fare, annunciava: “Dopo aver preso l’impegno nella conferenza C40 di eliminare i diesel in una zona di Roma dal 2024, dal 1 novembre di quest’anno inizieremo eliminando le auto diesel euro 3 dall’anello ferroviario. I diesel Euro 3 non potranno più circolare all’interno della Ztl Anello ferroviario dal lunedì al venerdì”.

“Occorre” diceva Anna Gerometta, presidente di Cittadini per l’Aria “dare nuovo impulso alla mobilità davvero sostenibile nelle città italiane, partendo dalla Capitale che rappresenta il biglietto da visita dell’Italia nel mondo. I dati presentati oggi, che rappresentano il danno derivante dall’esposizione dei cittadini di Roma al biossido di azoto, evidenziano solo una parte del gravissimo danno che deriva dalla violazione di legge. A fronte delle morti premature ci sono, per esempio, danni allo sviluppo dei bambini che li accompagneranno per tutta la vita. Le città in tutto il mondo lo stanno facendo: serve  eliminare al più presto i diesel e i veicoli più inquinanti che ammorbano l’aria di Roma, riducendo il più possibile il traffico per ottenere i benefici di una migliore qualità dell’aria e della vita”.

“L’inerzia di Roma ha costi enormi per la società”

“La tecnologia ha fallito – aggiungeva Paolo De Luca, referente della campagna ‘NO2, NO Grazie’ per Salvaiciclisti-Roma i diesel anche di ultima generazione continuano ad emettere in strada grandi quantità di biossido di azoto, e il risultato danneggia tutti, come dimostrano gli studi scientifici.  Purtroppo siamo diventati più esperti nello studiare i danni, che non nel prevenirli. Chiediamo all’amministrazione capitolina un’attenzione particolare e misure di divieto di circolazione dei diesel come già avviene in tante città europee, e a breve anche a Milano”.

Così, invece, commentava Francesco Forastiere, epidemiologo e consulente Organizzazione Mondiale della Sanità sui problemi dell’inquinamento atmosferico. “Da anni l’inquinamento atmosferico da traffico urbano a Roma, in particolare dovuto ai mezzi diesel, causa malattie e morti premature. Per anni le priorità della città sono state il sostegno al trasporto pubblico, la limitazione del traffico privato, la mobilità sostenibile, ma l’inerzia è continua. L’inerzia ha causato e continua a causare danni per la salute dei cittadini e costi enormi per la società. Roma ha bisogno di politiche, di mobilità condivisa, di trasporti pubblici e di meno macchine (specie se diesel)”.

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