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Roma: la città italiana con più auto, Torino solo quarta

Il rapporto uomo-macchina è di 1:1

Roma

Roma è la città con il più elevato rapporto uomo-macchina in Italia. È quanto emerge dai dati Aci (Automobile Club d’Italia), secondo cui nella capitale si toccherebbe addirittura il rapporto 1:1, ovvero ad ogni abitante corrisponde un’auto. Ovviamente, non tutti ne hanno, ma compensano i concittadini in possesso di due o più vetture, magari una guidata dal marito, un’altra guidata dalla moglie e, nel caso sia già diventato maggiorenne, una riservata anche al figlio o alla figlia.

Poi ci sono quelle destinate alla guida di tutti i giorni, nella tratta casa-ufficio, quelle destinate alle gite fuori porta (suv, crossover, fuoristrada) e, giusto per fare l’en-plein, le care, inimitabili cabriolet, compagne di avventura nelle celebri ottobrate, un mese unico per la luce, gli odori e il clima. L’ottobrata è una seconda estate, da ogni altra parte ne hanno una, la città eterna due, che anche nel primo mese d’autunno si colora di sfumature e culture, con tanti turisti in arrivo per goderne le bellezze artistiche. E se il tempo – ultimamente ballerino – lo permette, sarà così anche quest’anno.

Roma, rapporto uomo macchina di oltre 1:1: i perché

Su cosa dipenda un parco auto circolante così vasto, esistono diverse teorie e probabilmente, come spesso capita, tutte corrette. Roma è una meta piena di punti d’interesse, ogni quartiere è una sorta di città nella città e per visitare determinati luoghi occorre attrezzarsi a dovere. Anche perché, così almeno sostengono i detrattori dell’attuale giunta comunale (presieduta dalla sindaca Virginia Raggi), il servizio pubblico palesa alcune carenze, piuttosto povero di autobus e tram.

Ma non c’è molto da stare sereni neanche per quanto riguarda il trasporto sotterraneo, vale a dire la metropolitana, afflitta da lontani problemi. Lo scorso settembre la linea C – ancora non ultimata – si è dovuta fermare, causa guasti agli impianti di circolazione. Dall’Atac (Agenzia del trasporto ferroviario del comune di Roma) hanno provveduto ad attivare una navetta temporanea, ma il danno era ormai fatto. Nonostante le linee di metro siano ufficialmente tre, la C, di più recente attuazione, impone del lavoro aggiuntivo dati i problemi segnalati.

Muoversi nel centro urbano mette per giunta i cittadini romani in seria difficoltà vista l’estensione del territorio, pari a 1.287,36 km², oltre sette volte Milano (con 181,67 km²) ed ecco perché ogni giorno gli abitanti sono sostanzialmente costretti a sorbirsi viaggi estenuanti per raggiungere il proprio posto di lavoro in perfetto orario. Attrattive, mezzi pubblici, estensione della superficie: ovviamente stiamo semplificando, ci sarebbero anche altre cause da segnalare, però aiuta ad avere un’idea di massima.

Roma e le altre città con più auto in Italia

Nella lista delle città italiane, Roma svetta su tutte le altre nel numero di automobili immatricolate, per l’esattezza ben 2.701.023 calcano i sampietrini della Capitale. Una cifra in grado di far stare a bocca aperta, considerando che i cittadini romani sono 2.851.129: si contano, quindi, 1,05 macchine per ogni abitante. Se siete interessati a quante vetture ci sono in Italia, vi basta sapere che il numero di auto a Roma costituisce il 7 percento del totale complessivo, calcolato in 38.520.321.

TrueNumbers mostra la graduatoria delle prime dieci città per numero di veicoli circolanti in Italia nel 2017, in base all’ultima rilevazione Aci sulle statistiche di due anni fa. Proseguendo, chiude al secondo posto Milano, dove si annoverano 1.807.123 automobile (un milione in meno rispetto a Roma), circa il 4,6% del totale. Di poco staccata, Napoli completa il podio con 1.768.050 (4,5%). Segue Torino, la città delle auto per eccellenza, dov’è nata la Fiat, dotata di 1.505.637 veicoli. Le prime quattro classificate corrono una gara a parte, nettamente in “vantaggio” su qualsiasi altra meta italiana, del settentrione e del meridione.

Il resto delle città si ferma sotto il milione di auto. In quinta posizione ecco la bellissima città etnea di Catania (790.878 auto), ma il Sud Italia vanta anche altre esponenti nella Top 10, quali Palermo (746.672), Bari (697.110) e Salerno (670.753). Fuori dalle prime dieci, hanno meno macchine in assoluto le città di Gorizia, con 89.152 auto, ed Isernia, con solo 63.529.

Immatricolazioni in calo nel 2019

Ma i dati inerenti alle vendite del settore automotive lungo lo stivale lasciano abbastanza scoraggiati, infatti nell’agosto 2019 sono state immatricolate appena 88.939 auto, il 3,1% in meno rispetto allo stesso mese del 2018. Nel caso del gruppo Fiat Chrysler – che accorpa i marchi Fiat, Alfa Romeo, Abarth, Lancia, Chrysler Jeep e Dodge – si registra un calo delle immatricolazioni pari al 16,07%.

Nel dettaglio, durante l’agosto del 2019 il marchio Fiat ha venduto l’8,37% in meno di macchine rispetto allo stesso mese dello scorso anno. Un’industria che arranca getta preoccupazione soprattutto per i numerosi posti di lavoro persi: attualmente in Italia sono 165.676 i dipendenti del settore, un numero sicuramente inferiore in confronto a quello di altri Paesi europei, ma comunque importante. Il personale nell’automotive europeo, di quasi 3 milioni e mezzo, costituisce l’11,3% di tutti gli addetti nel ramo industriale.

L’appello di UNRAE al Governo

“In uno scenario già difficile per il mercato auto ha affermato Michele Crisci, Presidente dell’UNRAE, l’Associazione delle Case automobilistiche estere – l’UNRAE auspica che al più presto possa essere pienamente operativo un nuovo Governo, e che questo voglia mettere finalmente e seriamente nella sua agenda il rilancio del settore automotive, uno dei comparti cardine della nostra economia, che ormai da troppo tempo sta soffrendo una crisi ben più grave di quella dell’economia in generale. È assolutamente necessario che le esigenze di finanza pubblica, pur imprescindibili, non vedano ancora una volta l’auto nel mirino del fisco, con misure punitive che puntano a fare cassa con accise, bolli, tasse e imposte varie, colpendo consumatori e imprese al tempo stesso.

Parimenti, è sempre più urgente l’esigenza di una strategia di lungo periodo, mirante al rinnovo dell’attuale parco circolante tra i più vetusti d’Europa, un problema serissimo e non più rinviabile, tanto sotto il profilo ambientale che sotto quello della sicurezza. L’UNRAE si augura che il nuovo esecutivo sia in grado di mettere in campo azioni efficaci, incisive e tempestive per lo sviluppo del mercato e con esso dell’economia italiana e resta come sempre a disposizione delle Istituzioni per dare il proprio contributo nell’ottica di una mobilità sempre più innovativa e sostenibile da un punto di vista economico, sociale ed ambientale”.

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