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Accuse su Marchionne: “Ha lasciato un gran casino da ripulire”

Lo dichiara AutoNews riallacciandosi, alla recente multa di 40 milioni di dollari

Sergio Marchionne

“Ha lasciato un gran casino da ripulire”. È un giudizio senza pietà, quello che AutoNews, portale estero, traccia su Sergio Marchionne, l’ex Ceo di Fca, scomparso negli scorsi mesi. La critica si riferisce alle recenti controversie legali, gravanti sui bilanci della società italo-americana.

Questioni poco chiare, denunciate e punite dalle competenti autorità statunitensi, costringeranno Mike Manley e i suoi collaboratori a prendere provvedimenti drastici. Quando l’attuale capo salì al potere di Fiat Chrysler Automobiles nel 2018, il dirigente, precedentemente responsabile del marchio Jeep, ha affrontato diverse sfide stimolanti, non poteva però sapere che si sarebbe imbattuto nel governo Usa.

Le presunte azioni della compagnia sotto il controllo di Marchionne hanno lasciato al suo successore ben poca scelta; se non quella di staccare il libretto degli assegni e versare una grossa cifra, in modo da rivalutare l’immagine aziendale.

Il 27 settembre, Fca Us ha accettato di pagare una multa di 40 milioni di dollari in un accordo con la Securities and Exchange Commission – la Consob americana -, che l’ha accusata di aver gonfiato i suoi rapporti mensili sulle vendite per anni. L’autorità di regolamentazione dei valori mobiliari ha riscontrato che Sergio Marchionne ha violato cinque disposizioni delle leggi sui titoli tra l’agosto del 2012 e il luglio 2016.

Marchionne demolito dall’accusa

Nel campo d’imputazione contro Fiat Chrysler Automobiles, la società avrebbe “fuorviato gli investitori sul numero dei nuovi veicoli venduti ogni mese ai consumatori negli Usa. Per salvare il sanabile, Fca e Fca US hanno accettato il patteggiamento, versando 40 milioni di dollari per concludere il caso. “Senza ammettere o negare quanto scoperto dalla Commissione – riporta il comunicato -, le due aziende hanno accordato di cessare e desistere dal commettere o causare violazioni future di questo tipo.

Secondo l’organo di Borsa, Fca si sarebbe quindi reso autore di millantare vendite in crescita “quando di fatto quella serie si era interrotta nel settembre del 2013”. La Sec sottolinea che questi stessi comunicati sarebbe stati depositati presso la sua sede. “Fca Us ha gonfiato i risultati delle vendite di nuovi veicoli pagando i concessionari affinché comunicassero vendite false e, contestualmente, ha “mantenuto un database delle vendite effettive ma non comunicate” alle quali – aggiunge la Sec – i dipendenti si riferivano mediante l’espressione “cookie jar” (biscottiera).

La metafora della biscottiera

La metafora  sarebbe facilmente spiegabile. “Quando la serie di mesi in crescita si sarebbe fermata o quando Fca Us non raggiungeva i suoi target – riporta la Sec -, il gruppo attingeva alla biscottiera annunciando vendite vecchie come se fossero state nuove. Nella nota Antonia Chion, funzionario della Sec, ha scritto: “i dati delle immatricolazioni forniscono agli investitori informazioni sulla domanda dei prodotti di un gruppo auto, un fattore chiave per determinare la performance del gruppo stesso. Questo caso sottolinea il bisogno da parte delle aziende di svelare onestamente gli indicatori chiave della loro performance”.

Fca Us, divisione americana di Fiat Chrysler Automobiles, dichiara di avere “cooperato pienamente” con le istituzioni nell’iter che ha portato le controparti a sottoscrivere un accordo da 40 milioni di dollari. La società “ha rivisto e affinato le proprie politiche e procedure ed è impegnata a mantenere un elevato livello di controllo sui dati relativi alle proprie vendite”. Il pagamento di 40 milioni di dollari “non avrà effetti significativi sui risultati della società”.

Reid Bigland accusa Marchionne e Fca

Ma non finisce qua. Il responsabile commerciale di Fiat Chrysler, Reid Bigland, ha sporto denuncia ai danni di Fca per il trattamento subito mentre la Sec indagava. Ovvero sarebbe stato sfruttato come capro espiatorio.

L’avvocato di Bigland sostiene che tale contratto, sottoscritto due anni dopo l’emissione delle azioni, sostituisce e previene eventuali accordi o dichiarazioni precedenti. Gordon aggiunge anche di non aver firmato alcuna carta. Il contratto può considerarsi inequivocabile solamente se redatto in un linguaggio semplice, commenta Gordon. In quello da dipendente, si afferma che la retribuzione corrisposta include il suo stipendio, i bonus e benefici previsti da altre modalità; compresi quelli inerenti alla borsa, dichiara la difesa. Una copia del contratto, allegato alla causa, afferma che l’intesa è “destinato a sostituire qualsiasi altra indennità di licenziamento prevista dal Gruppo Fca”.

Il contratto stabilirebbe, poi, che “la redazione, la validità e l’interpretazione del presente accordo saranno regolate e interpretate in conformità con le leggi interne del Michigan, senza dare effetto a qualsiasi legge, disposizione o norma contrastante stabilita in qualsiasi altra giurisdizione”. Fca ha deciso di ricorrere all’arbitrato in quanto i documenti a cui si riferimento indicherebbero che Delaware abbia la giurisdizione esclusiva. Inoltre, per Fca non ci sono questioni pubbliche che dovrebbero impedire al caso di finire in arbitrato.

Le pretese alla compagnia

Bigland è convinto di avere diritto al pagamento delle sue retribuzioni e ai bonus guadagnati, che ai sensi del contratto di lavoro costituiscono prestazioni su una base coerente con quelle fornite generalmente agli altri membri del [Consiglio esecutivo del gruppo] nello stesso Paese dove opera”. Mentre un portavoce Fca  dichiarato ad Automotive News: “L’ammissibilità del meccanismo incentivante – come quella di tutti i dirigenti aziendali – è subordinata alla determinazione da parte del comitato, per la remunerazione del consiglio di amministrazione, che siano stati conseguiti gli obiettivi stabiliti e rispettato le condizioni personali di prestazione, commenta.

Il portavoce conclude: “L’ammissibilità del Sig. Bigland per il suo premio rimane soggetta alla determinazione e al completamento di una valutazione effettuata in consiglio sulle questioni che sono oggetto di indagini governative, come precedentemente divulgato da Fca, a cui Fca stessa collabora. Inoltre, sarebbe inappropriato commentare contenziosi in corso o processi di compensazione interna in questo momento”.