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Auto elettriche, più colonnine pompe di benzina: in un Paese è già realtà

E’ ufficiale lo storico sorpasso in uno Stato europeo

Auto elettriche incentivi fiscali Germania

Non era questione di se, ma di quando il vento sarebbe cambiato. Il fatidico giorno è arrivato nel Regno Unito, in anticipo rispetto alle previsioni iniziali: le colonnine di ricarica per le auto elettriche superano le stazioni di servizio. Lo annunciano gli studi operati da Nissan, che segnalano un declino dei sistemi canonici, mentre le soluzioni “green” si diffondono a macchia d’olio. Il Costruttore nipponico prospettava un’inversione di tendenza per il 2020. Tuttavia, ci sono già quasi mille luoghi pubblici in più dove caricare i veicoli a zero emissioni, paragonate alle pompe benzina. In numeri, si tratta 9.300 a 8.400.

Anche se questa potrebbe non costituire una correlazione statistica in senso stretto, rivela l’evolversi dei tempi. Con l’aumentare delle infrastrutture di ricarica, il numero dei centri tradizionali è diminuito e infine ha ristagnato allo stesso tempo. Quasi l’80% delle stazioni di servizio in Gran Bretagna ha chiuso dal 1970, mentre il numero di punti di ricarica per le auto elettriche è cresciuto da qualche centinaio nel 2011 a oltre 9mila nell’agosto 2019.

Auto elettriche: prima colonnina da 150 kW nei pressi di Londra

Secondo Zap-Map, durante l’ultimo mese due nuovi dispositivi di ricarica rapida hanno aperto e molte stazioni di servizio autostradali britanniche le prevedono. In effetti, BP Chargemaster si è accodato al nuovo trend due settimane fa, quando ha inaugurato il primo punto da 150 kW vicino a Londra. Il piano prevede che vengano installate 400 unità entro il 2021 come parte della rete Polar. Anche Shell ha iniziato a riutilizzare i piazzali e fino ad oggi si è impegnata a installare caricabatterie per veicoli elettrici in 34 stazioni nel Regno Unito.

Nel frattempo, l’agenzia di trasporti scozzese dichiara oltre 1.000 luoghi accessibili al pubblico. La distanza media tra una determinata posizione e il punto di ricarica più vicino è di 2,78 miglia in Scozia, rispetto a 3,77 miglia in Inghilterra. ChargePlace Scotland è dietro le installazioni e continuerà. Altre 800 sono pianificate attraverso il Fondo Switched on Towns and Cities e il programma di installazione delle autorità locali. La Scozia mira a eliminare gradualmente la necessità di nuovi mezzi a benzina e gasolio entro il 2032.

Come in Inghilterra, tuttavia, non molti di questi centri offrono ancora elevati range di carica. In Scozia, solo 200 dei 1.000 spot raggiungono i 50 kW. In Inghilterra, circa 1.600 delle 9.300 sedi forniscono una “ricarica rapida”, cioè ricaricano una tipica batteria EV a circa l’80% in meno di un’ora. Tuttavia, la maggioranza dei proprietari di vetture elettriche provvede direttamente a casa, pertanto il Governo ha recentemente proposto l’installazione di punti di ricarica appositi in tutti i nuovi alloggi.

I piani per i prossimi anni

Londra è un’eccezione con i residenti che devono parcheggiare per le strade: Transport for London sta cercando di adoperarsi in tal senso. L’ultima stima delle autorità prevede una domanda da 2.300 a 4.100 punti veloci e da 33.700 a 47.500 punti di ricarica “standard” entro il 2025. Kalyana Sivagnanam, Managing Director, Nissan Motor (GB) Ltd. commenta: “Molti consumatori affermano che la loro prossima auto sarà elettrica. Il settore deve quindi poter rispondere alle loro esigenze, sia tramite il veicolo (autonomia, tecnologia a bordo), sia come questo interagisce con il mondo circostante (ricarica e praticità). Abbiamo superato le prime preoccupazioni relative ai veicoli elettrici, andando oltre la maggior parte delle abitudini di guida quotidiane dei clienti. La prossima sfida è avere un’infrastruttura di ricarica in grado di tenere il passo con il numero di veicoli elettrici su strada e che l’esperienza di ricarica sia piacevole e semplice come quella della guida elettrica”.

Rete casalinga

Tornando allo stato delle stazioni di rifornimento convenzionali, queste sono diventate scarse nella capitale. Il centro di Londra ne ha quasi la metà  delle Highlands scozzesi; solo quattro rimangono nella zona più congestionata. Dalla filiale britannica della casa automobilistica produttrice della Leaf, chiariscono: “L’introduzione della nuova Ultra-Low Emission Zone (ULEZ) ad aprile 2019 ha portato a un numero maggiore di automobilisti londinesi in cerca di soluzioni a zero emissioni, per esigenze di trasporto anche commerciali. La maggior parte dei proprietari di veicoli elettrici ricarica il proprio mezzo solo una volta tornato a casa ed è per questo che il governo del Regno Unito sta cercando di favorire ulteriormente l’adozione dei veicoli elettrici, con la proposta di installazione di punti di ricarica in tutte le nuove abitazioni”.

Auto elettriche: l’Italia non sta a guardare, ma è indietro

In Inghilterra, insomma, la rivoluzione è già bella che cominciata, mentre il Belpaese, indipendentemente dalla potenza, conta su circa 7mila colonnine pubbliche, un terzo rispetto ai distributori di carburante, 21mila anche se in costante calo. La situazione dunque non è altrettanto rosea, ma Firenze, Roma e Milano stanno guidando – in qualche modo – il progresso.

Sul territorio fiorentino nel 2018 erano ben 156, presso la capitale circa 96, sei in più rispetto al capoluogo lombardo. Entro il 2022 Enel ne installerà 14mila, lungo l’intera penisola, in modo da non lasciare indietro nessuna area. L’energia si può pagare già mediante carta prepagata, carte di credito e PayPal.

Fca aderente a Motus-E

Fiat Chrysler ha aderito da poco a Motus-E, associazione nata per accelerare la diffusioone delle auto elettriche in Italia. “A pochi giorni – ha spiegato – dalla posa, all’interno dello stabilimento di Mirafiori a Torino, di un nuovo robot Comau – che ha simbolicamente rappresentato l’inizio della costruzione della linea per la nuova 500 con propulsione elettrica – Fiat Chrysler Automobiles entra oggi a fare parte di Motus-e, l’associazione che ha l’obiettivo di accelerare lo sviluppo della mobilità elettrica in Italia”.

“Il nostro ingresso in questa associazione – hanno concluso ad Fca – così come le recenti partnership con Enel-X e ENGIE, si inseriscono nel più ampio nostro piano di azioni per supportare la mobilità elettrica, integrando la strategia di e-Mobility annunciata l’anno scorso nel contesto del piano quinquennale di Gruppo. Fca sta creando un ecosistema di partner, prodotti e servizi nei diversi mercati per soddisfare e superare le aspettative, in rapida evoluzione, dei clienti in termini di veicoli elettrificati”.