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Fca, accelerazione nel settore elettrico: aderisce a Motus-E

Il gruppo FCA entra nell’associazione fondata per lo sviluppo della mobilità elettrica in Italia

Motus Fca

Motus-E, associazione nata per accelerare la diffusione delle auto elettriche in Italia, conta su un alleato in più. E che alleato: Fca. Un’adesione imprevista e imprevedibile, che certifica l’impegno di Fiat Chrysler Automobiles nel comparto a zero emissioni: “A pochi giorni – spiegano infatti ad Fca – dalla posa, all’interno dello stabilimento di Mirafiori a Torino, di un nuovo robot Comau – che ha simbolicamente rappresentato l’inizio della costruzione della linea per la nuova 500 con propulsione elettrica – Fiat Chrysler Automobiles entra oggi a fare parte di Motus-e, l’associazione che ha l’obiettivo di accelerare lo sviluppo della mobilità elettrica in Italia.

“Il nostro ingresso in questa associazione – concludono ad Fca – così come le recenti partnership con Enel-X e ENGIE, si inseriscono nel più ampio nostro piano di azioni per supportare la mobilità elettrica, integrando la strategia di e-Mobility annunciata l’anno scorso nel contesto del piano quinquennale di Gruppo. FCA sta creando un ecosistema di partner, prodotti e servizi nei diversi mercati per soddisfare e superare le aspettative, in rapida evoluzione, dei clienti in termini di veicoli elettrificati”.

Fca: strappo alla regola

Ciò che rende così clamorosa l’adesione è la generale riluttanza del gruppo italo-americano a lasciarsi coinvolgere in tutte le organizzazioni possibili e immaginabili. Ma sull’alleanza imbastita in favore dell’elettrico – formata da operatori industriali, enti accademici e altre realtà – punta comunque, con l’obiettivo dichiarato di promuovere la mobilità elettrica nei nostri confini.

Nelle settimane precedenti aveva proclamato l’avvio di partnership con ENGIE ed Enel-X.  I vertici della holding spiegano che Fca è attualmente alle prese con un progetto creativo di un network di “Partner, prodotti e servizi nei vari mercati, finalizzato a soddisfare e superare le aspettative, in rapida evoluzione, dei clienti in termini di veicoli elettrificati”.

Motus-E in costante ascesa

Fondata a maggio 2018 da ABB, ALD Automotive, Allianz, Cobat, Enel X, Nissan, Volkswagen e Volvo, Motus-e può contare oggi su oltre 45 associati tra case costruttrici, fornitori di infrastrutture elettriche e di ricarica, filiera delle batterie, utilities, società di noleggio, università, associazioni di consumatore e associazioni ambientalista. Una notizia che non farà fare i salti di gioia ad Unrae, associazione costruttori esteri in Italia; che si ritrova a perdere la supremazia su temi che un tempo erano a suo esclusivo appannaggio.

Proprio mentre anche in Italia il settore dell’elettrico cresce a ritmi dirompenti: la ‘nostra’ mobilità a batteria ha registrato un trend di costante crescita; nel 2013 fatturava solo 2,2 miliardi di euro e oggi siamo quasi a 7. O che allora si contavano appena 160 compagnie attive nel ramo, pronte a diventare fra poco 10mila. Inoltre, nel Belpaese, premesso che, sì, il cuore del business si concentra nel Nord Ovest, il peso del Centro-Sud Italia gradualmente aumenta.

Volano per lo sviluppo nazionale

“La mobilità elettrica può rappresentare un volano per lo sviluppo dell’intero sistema-Paese. Lo studio realizzato con The European House – Ambrosetti – afferma Dino Marcozzi, Segretario Generale di Motus-E – dimostra che le nostre imprese sono già pronte e stanno affrontando con coraggio le sfide della transizione. Questo studio è il punto di inizio di un percorso più approfondito che coinvolgerà comparti industriali e decisori pubblici in un’azione sinergica che punti all’espansione di questo settore strategico per il nostro Paese”.

Stando alla ricerca, le azioni più importanti da mettere in atto per favorire il processo sono:

1.    Supportare la crescita dimensionale delle aziende della filiera
2.    Favorire la contaminazione di competenze tra imprese della filiera potenzialmente coinvolgibili nella e-Mobility
3.    Rafforzare l’orientamento all’internazionalizzazione e l’inserimento nelle nuove catene del valore della e-Mobility
4.    Creare un “framework Paese” integrato per lo sviluppo della mobilità elettrica
5.    Promuovere la Ricerca e Sviluppo e migliorare il matching delle competenza tra sistema della formazione e industria

 

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