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Fca: 150mila motori trasferiti da Foggia a Pratola Serra

Dal 2021 in poi lo stabilimento irpino tratterà anche i veicoli commerciali

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Le voci trovano conferma: 150mila motori da Foggia saranno trasferiti all’impianto Fca di Pratola Serra. A partire dal 2021, lo stabilimento irpino ne produrrà anche per veicoli commerciali.

Fca: 150mila motori trasferiti allo stabilimento di Pratola Serra

“Noi nazionali sapevamo che saremmo arrivati a firmare l’accordo di Foggia – commenta il Segretario Generale Nazionale Ugl Metalmeccanici Antonio Spera – non abbiamo pubblicizzato prima la notizia perché era importante che fosse tutto nero su bianco per non creare false aspettative. Sul verbale di accordo con CNH ci sono buone notizie sia per Foggia che per Pratola Serra. Per la prima volta in Irpinia arrivano motori per veicoli commerciali e lo stabilimento della Fca saprà farsi trovare pronto”.

Motori che, come anticipato, arriveranno fra due anni, probabilmente perché sul sito industriale di Pratola Serra si hanno grandi progetti. “Questa è solo una delle novità in serbo per la Fca – conclude Spera – ci sono dei brevetti Bosh su cui si sta lavorando. Ma sono convinto che in questi due anni si lavorerà tanto per far capire quali margini ci sono anche per l’ibrido e per l’elettrico. Mai perdere la speranza e abbassare la guardia, Pratola Serra non chiuderà”.

Ad opinione dell’Ugl la prossima assemblea rappresenterà un momento di confronto con i lavoratori. “Siamo la seconda organizzazione sindacale – afferma il Segretario Provinciale Ugl Metalmeccanici Ettore Iacovacci e siamo in costante crescita. Tutto questo accade perché siamo un sindacato costruttivo e responsabile. Non abbiamo mai illuso i lavoratori come può fare qualcun’altro presentando sempre scenari negativi. La crisi c’è e non lo neghiamo, ma non si può non non vedere che Fiat sta facendo il possibile per risollevare le sorti di Pratola Serra. A fatica, ma ne stiamo uscendo”.

Gli obiettivi futuri

Pur compiaciuto, predica calma Costantinos Vassiliadis. “L’Ugl è sempre sul pezzo – dichiara il Segretario dell’Unione Territoriale di Avellino – e soprattutto su FCA non si è mai risparmiata. In questo caso parliamo di una crisi cominciata nel 2008, da quel momento in poi si sono alternati alti e bassi e non si è mai riusciti a recuperare del tutto al 100%. Accogliamo con favore l’accordo foggiano. Ora aspettiamo di passare dalle parole ai fatti. Speriamo di avere questa nuova missione produttiva che possa saturare i nostri impianti e creare nuovi posti di lavoro per ditte esterne e indotto. Dio solo sa quanti posti si sono persi nel corso di questi anni. Ragioneremo con i dipendenti di lavoro e di sviluppo come è nostro costume fare”.

Per l’amministrazione comunale guidata da Emanuele Aufiero si tratta di “una bella notizia che risolleva le sorti dei tanti lavoratori dello stabilimento, dopo una crisi durata anni. Era necessario trovare una soluzione affinché il sito di Pratola Serra avesse certezza occupazionale e industriale per il futuro. Siamo fiduciosi”.

Due facce della stessa medaglia

Di tutt’altro avviso la Fiom. Abbiamo sempre chiesto una solidarietà tra gli stabilimenti, ma non che questa possa dar vita ad una guerra tra poveri”, precisa il segretario provinciale Giuseppe Morsa. “Prima di esprimere qualsiasi giudizio è opportuno avere un confronto con i vertici dell’azienda”.

Contro la manovra aveva provato strenuamente ad opporsi il segretario Cisal Metalmeccanici Sergio Centrella, perché “il trasferimento della produzione di motori da uno stabilimento ad un altro della Fca non è affatto una soluzione né per i lavoratori, né per il rilancio produttivo dell’azienda”.

“Riteniamo assolutamente inaccettabile e miope – continuava il dirigente del sindacato autonomo – pensare che un problema di strategia industriale possa essere risolto semplicemente spostando una pedina sullo scacchiere. Così si alimenta soltanto una guerra tra lavoratori, senza però garantire a nessuno un futuro

“Privare la Fpt di Foggia, realtà attiva da quarant’anni, che oggi è in grado di soddisfare commesse provenienti da tutto il mondo, di circa la metà della sua attuale produzione motoristica – aggiungeva Centrella –, significa comprometterne le prospettive ed aprire una nuova vertenza territoriale, per i 2000 addetti dello stabilimento, più i lavoratori dell’indotto. Sarebbe, quindi, sbagliato se da parte sindacale si registrasse accondiscendenza rispetto alle proposte avanzate dal gruppo Fca”.