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Stellantis, Windsor si ferma per la quarta settimana consecutiva: stop anche dal 9 novembre

Lo stabilimento Stellantis di Windsor resterà fermo anche nella settimana del 9 novembre 2026, raggiungendo quattro settimane consecutive di stop. La sospensione coinvolge la produzione di Chrysler Pacifica, Grand Caravan e Dodge Charger SIXPACK, senza chiarire le cause

Stellantis Windsor

Un’altra settimana a casa per i lavoratori dello stabilimento Stellantis di Windsor, in Ontario. La produzione rimarrà ferma per la settimana del 9 novembre 2026, portando a quattro il numero di settimane consecutive di inattività. La conferma è arrivata tramite una nuova comunicazione della direzione, che prolunga un’interruzione iniziata il 19 ottobre.

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Stellantis: quattro settimane consecutive di stop a Windsor

Il nuovo provvedimento si aggiunge alle fermate delle settimane del 19 e del 26 ottobre e del 2 novembre. Per gli addetti alle linee, l’indicazione è di restare a casa, salvo una chiamata esplicita del proprio responsabile. Il personale specializzato dovrebbe invece continuare a presentarsi secondo i turni previsti.

Lo stabilimento di Windsor riveste un ruolo chiave nelle attività produttive del gruppo in Nord America. È qui che vengono prodotte la Chrysler Pacifica, la Chrysler Grand Caravan (destinata al mercato canadese) e la Dodge Charger SIXPACK con motore a benzina. Il prolungamento dello stop riguarda dunque un impianto fondamentale sia per la gamma di minivan Chrysler, sia per la nuova strategia legata alle “muscle car” del marchio Dodge.

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L’introduzione della Charger rende questo fermo produttivo particolarmente delicato. Stellantis punta molto su questo modello per riportare i clienti nelle concessionarie e rafforzare la presenza del marchio americano sul mercato. Un mese intero senza attività di assemblaggio, tuttavia, accresce l’incertezza sulla pianificazione industriale, lasciando i lavoratori in attesa di chiarimenti sul futuro delle operazioni.

Stellantis Windsor
Stellantis Windsor

La comunicazione relativa alla settimana del 9 novembre non specifica le ragioni dello stop. Di conseguenza, non viene chiarito se tale sospensione sia dovuta a problemi nella catena di approvvigionamento, alla gestione delle scorte o ai volumi degli ordini: fattori distinti che richiederebbero una spiegazione da parte dell’azienda.

Nel frattempo, il panorama nordamericano è segnato da una domanda incerta e dalle tensioni commerciali tra Stati Uniti e Canada. Per un costruttore che opera su entrambi i lati del confine, le dinamiche tariffarie influenzano le decisioni produttive e gli investimenti. Sebbene questo rappresenti il ​​contesto generale in cui si inserisce lo stop alla produzione, la comunicazione interna non stabilisce un legame diretto con tali questioni.

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Centro di ricerca Windsor 1

Ad alimentare la tensione si aggiungono gli interrogativi sul futuro dello stabilimento di Brampton, un altro aspetto monitorato con attenzione dal sindacato Unifor e dalle autorità canadesi. Per quanto riguarda Windsor, la preoccupazione immediata riguarda le tempistiche: dopo quattro settimane consecutive di interruzione dell’assemblaggio dei veicoli, è fondamentale sapere quando, e a quali condizioni, riprenderanno le attività.

Il 16 novembre è la prima data utile dopo quest’ultima settimana di sospensione; tuttavia, la comunicazione non offre alcuna garanzia che le operazioni ripartiranno effettivamente. Di conseguenza, i lavoratori restano in attesa di ulteriori aggiornamenti, con il rischio che il blocco possa essere ulteriormente prolungato.