Per chi ha sostenuto spese di riparazione legate al motore 1.2 PureTech, sorge spontanea una domanda: quali sono le probabilità di recuperare tali costi? In Europa, gli approcci variano notevolmente: si va dalle denunce penali agli accordi transattivi con Stellantis. Tuttavia, ogni caso segue un percorso a sé stante; una richiesta di risarcimento, un accordo transattivo e una sentenza giudiziaria sono concetti ben distinti.
1.2 PureTech: iniziative dei proprietari e misure adottate da Stellantis
Le lamentele riguardano principalmente le prime generazioni di motori dotate di cinghia di distribuzione a bagno d’olio. Stellantis ha introdotto misure specifiche per affrontare problematiche quali il deterioramento precoce della cinghia di distribuzione e un consumo eccessivo di olio. L’ammissibilità alla copertura dipende dallo specifico motore, dalla natura del problema riscontrato e dai termini e condizioni stabiliti dal programma.
In Francia, la piattaforma MyLeo riferisce che il 14 febbraio 2025 è stata depositata una denuncia formale per conto di 883 persone. Successivamente, la piattaforma ha annunciato che un’integrazione, presentata il 23 luglio 2026 a Nanterre, ha coinvolto ulteriori 1.433 denuncianti.
In un aggiornamento del 17 ottobre, l’associazione Victimes du PureTech ha confermato che il fascicolo è stato trasmesso alla Procura della Repubblica di Nanterre. Le accuse includono pratiche ingannevoli e rischi per la sicurezza; tuttavia, la presentazione di una denuncia non equivale a un accertamento giudiziario di responsabilità.
In Spagna, l’associazione AFESTEL dichiara sul proprio sito web di aver raggiunto oltre 4.000 accordi transattivi con Stellantis, grazie all’assistenza dei propri legali. Tale dato, fornito dall’associazione, si riferisce ad accordi di natura privata e non deve essere interpretato come una sentenza giudiziaria collettiva a favore di tutti i proprietari.
Nei Paesi Bassi, al contrario, esiste una pronuncia giudiziaria specifica. Il 4 settembre 2024, il Tribunale distrettuale di Amsterdam ha respinto le pretese avanzate dalla società di leasing Smilease nei confronti di Stellantis NV e Stellantis Nederland.
La sentenza verte sui presupposti della responsabilità delle società convenute, le quali non sono state riconosciute come produttrici dei veicoli in questione. Si tratta di una controversia commerciale, non di un’azione collettiva dei consumatori.
In Italia, il 7 aprile 2025, l’organizzazione Movimento Consumatori ha annunciato un’iniziativa volta a raccogliere segnalazioni e fornire assistenza per valutare eventuali richieste di risarcimento. Tale annuncio segna l’avvio dell’iniziativa, ma non costituisce una sentenza giudiziaria né implica il riconoscimento di rimborsi automatici.
Parallelamente, a determinate condizioni, Stellantis offre una copertura per le problematiche in questione, valida fino a dieci anni o 180.000 chilometri. Tale copertura include la copertura totale (100%) dei costi di ricambi e manodopera. Inoltre, è disponibile una piattaforma ufficiale attraverso la quale è possibile richiedere il rimborso di spese ammissibili sostenute tra il 2022 e il 2024.
Il produttore richiede la documentazione relativa alla manutenzione del veicolo e stabilisce criteri specifici per le diagnosi e le riparazioni; di conseguenza, ogni richiesta viene valutata caso per caso. Per avere diritto al rimborso, le diagnosi e le riparazioni devono essere state effettuate all’interno della rete di assistenza autorizzata dal marchio.


