Perché Alfa Romeo Giulia e Stelvio non adottano un sistema ibrido simile a quello utilizzato sulla Maserati Grecale? L’interrogativo nasce dalla parentela tecnica tra questi modelli ed è diventato particolarmente pertinente alla luce del prolungato ciclo di vita dei due veicoli Alfa Romeo. Santo Ficili ha affrontato la questione, puntando l’attenzione innanzitutto sul tema della sostenibilità economica.
Alfa Romeo Giulia e Stelvio: il nodo è il ritorno sull’investimento
“La questione riguarda l’investimento necessario per un’operazione del genere e il ritorno che ne potrebbe derivare”, ha spiegato l’amministratore delegato in un’intervista ad alVolante, pubblicata l’11 ottobre. La risposta risiede nel confronto tra i costi necessari per aggiornare i veicoli e i potenziali ricavi che l’azienda potrebbe ottenere durante gli anni di permanenza sul mercato ancora a disposizione.
Si tratta, dunque, di una valutazione di natura industriale, che precede qualsiasi discussione sulla scelta del propulsore specifico. Le parole del manager lasciano intendere che il prolungamento del ciclo di vita commerciale di un veicolo non rende automaticamente conveniente ogni tipo di aggiornamento. Non sono state fornite cifre precise in merito ai costi, alle previsioni di incremento delle vendite o ai tempi necessari per ammortizzare un eventuale nuovo investimento nell’ibridazione.
Inoltre, il legame con la Grecale va inquadrato tenendo conto delle differenze nell’applicazione della piattaforma “Giorgio”. Ficili ha sottolineato come la versione adottata da Maserati sia stata profondamente modificata rispetto a quella dello Stelvio, con variazioni che riguardano la lunghezza del veicolo, la posizione di seduta e lo schema delle sospensioni. Un’origine comune non implica, dunque, una configurazione tecnica identica.
Il piano ufficiale prevede la produzione di Giulia e Stelvio, incluse le versioni Quadrifoglio, fino al 2027. In una nota del 25 maggio, Stellantis ha inoltre fatto sapere di stare valutando nuove declinazioni di questi due modelli, facendo ricorso a piattaforme flessibili e prevedendo una transizione graduale verso soluzioni ibride ed elettriche per il futuro segmento D.
Nell’intervista, Ficili ha anche accennato alla possibilità di mantenere la piattaforma “Giorgio” attraverso un’evoluzione dell’architettura attuale. Si tratta, per il momento, di un’ipotesi ancora al vaglio. Per quanto riguarda la prossima generazione di Giulia e Stelvio, le decisioni tecniche non sono ancora state definite, mentre il marchio non ha annunciato l’adozione di una tecnologia ibrida per i modelli attualmente in vendita.


